Che cosa è stato studiato
Lo studio ha analizzato 2.779 pazienti trattati con angioplastica primaria (una procedura per aprire le arterie del cuore bloccate) in un ospedale di Londra tra il 2004 e il 2011.
Chi poteva essere dimesso presto
Per decidere se un paziente poteva tornare a casa dopo solo due giorni, si consideravano queste condizioni:
- Buon flusso sanguigno nella coronaria responsabile dell’infarto (chiamato flusso TIMI 3).
- Funzione del cuore (frazione di eiezione del ventricolo sinistro) superiore al 40%, cioè il cuore pompa abbastanza bene.
- Stabilità elettrica ed emodinamica, cioè nessun problema al ritmo cardiaco o alla pressione, 48 ore dopo l’infarto.
La decisione finale di dimettere il paziente era comunque a discrezione del medico che lo seguiva.
Come sono stati seguiti i pazienti
Tutti i pazienti avevano un controllo di follow-up una settimana dopo la dimissione, gestito da un team multidisciplinare. Lo studio ha valutato:
- Ricoveri ospedalieri entro 30 giorni dalla dimissione.
- Eventi cardiaci maggiori (MACE) durante un follow-up medio di quasi 3 anni.
Risultati principali
- Il 49,3% dei pazienti soddisfaceva i criteri per una dimissione precoce.
- Tra questi, l’85,3% è stato effettivamente dimesso dopo due giorni.
- Gli altri pazienti sono rimasti in ospedale più a lungo: 23,4% per tre giorni e 34,5% per una media di cinque giorni.
- I pazienti dimessi dopo due giorni erano generalmente più giovani e avevano meno problemi di salute come diabete, malattie renali, malattia coronarica diffusa, infarti precedenti o interventi chirurgici al cuore.
- Il tasso di nuovi ricoveri entro 30 giorni era simile tra i gruppi: circa il 4,6-4,9%.
- Gli eventi cardiaci maggiori a lungo termine erano meno frequenti nei pazienti dimessi dopo due giorni (9,6%) rispetto a quelli dimessi dopo tre giorni (12,3%) o più di tre giorni (28,6%).
Cosa significa tutto questo
Questi risultati indicano che per molti pazienti con infarto trattato con angioplastica primaria e con un profilo di basso rischio, una degenza di soli due giorni può essere sicura. Naturalmente, questa scelta deve essere fatta caso per caso, valutando attentamente le condizioni di ogni persona.
In conclusione
Un numero significativo di pazienti con infarto e trattati con angioplastica primaria può tornare a casa in sicurezza dopo due giorni di ricovero, se soddisfano criteri specifici di buona funzione cardiaca e stabilità. Questo può aiutare a ridurre la durata dell’ospedalizzazione senza aumentare i rischi di complicazioni.