Che cosa è stato studiato
I ricercatori hanno esaminato 392 pazienti con fibrillazione atriale non causata da problemi alle valvole del cuore. Tutti questi pazienti assumevano warfarin, un farmaco che aiuta a prevenire la formazione di coaguli nel sangue e quindi riduce il rischio di ictus.
Come è stata valutata la terapia
Per capire quanto fosse efficace la terapia, i medici hanno misurato l'INR, un valore che indica quanto il sangue è "diluito" dal farmaco. L'obiettivo è mantenere l'INR in un intervallo specifico chiamato range terapeutico.
La qualità della terapia è stata valutata con il Tempo nel Range Terapeutico (TTR), cioè la percentuale di tempo in cui l'INR è rimasto nel valore corretto.
Risultati principali
- Il TTR medio è stato del 56,7%, cioè poco più della metà del tempo i pazienti avevano l'INR nel range giusto.
- Per il 29% del tempo, l'INR era troppo basso, quindi la terapia era meno efficace nel prevenire i coaguli.
- Tra il 10 e il 15% del tempo, l'INR era troppo alto, aumentando il rischio di sanguinamenti.
Eventi clinici
Durante l'anno di osservazione, si è verificato un caso di morte dovuta a un grave sanguinamento nel cervello e un episodio di sanguinamento importante. Fortunatamente, non sono stati segnalati casi di ictus.
In conclusione
Lo studio mostra che molti pazienti con fibrillazione atriale non mantengono il loro INR nel range terapeutico per un tempo sufficiente. Questo significa che la loro terapia anticoagulante con warfarin è spesso subottimale, con possibili rischi sia di coaguli sia di sanguinamenti.