Che cosa è stato studiato
I ricercatori hanno analizzato 1.340 pazienti di età pari o superiore a 65 anni con due condizioni:
- Insufficienza cardiaca diastolica: una forma di insufficienza cardiaca in cui il cuore ha difficoltà a rilassarsi e riempirsi di sangue.
- Malattia renale cronica: una riduzione della funzione dei reni, misurata con un parametro chiamato filtrato glomerulare inferiore a 60 mL/min/1,73 m2.
Tra questi pazienti, 717 assumevano ACE-inibitori o bloccanti del recettore dell'angiotensina, farmaci che agiscono su un sistema del corpo chiamato sistema renina-angiotensina, importante per la regolazione della pressione e della funzione cardiaca e renale.
Come è stato condotto lo studio
Per confrontare in modo corretto chi prendeva questi farmaci con chi non li prendeva, i ricercatori hanno creato due gruppi di pazienti simili per 56 caratteristiche diverse, come età, condizioni di salute e altri fattori.
Hanno seguito questi pazienti per più di 8 anni, osservando la mortalità (quante persone sono morte) e quante volte sono stati ricoverati per problemi di insufficienza cardiaca.
Risultati principali
- La mortalità è stata più bassa tra chi assumeva ACE-inibitori o bloccanti del recettore dell'angiotensina: il 63% è deceduto rispetto al 69% di chi non li assumeva.
- Questi farmaci non hanno influenzato il numero di ricoveri per insufficienza cardiaca.
- Una riduzione simile della mortalità è stata osservata anche in pazienti con una funzione renale ancora più compromessa (filtrato glomerulare inferiore a 45 mL/min/1,73 m2).
- In pazienti senza malattia renale cronica, l'uso di questi farmaci non ha mostrato effetti significativi sulla mortalità o sui ricoveri.
In conclusione
In pazienti anziani con insufficienza cardiaca diastolica e malattia renale cronica, l'assunzione di ACE-inibitori o bloccanti del recettore dell'angiotensina è associata a una riduzione significativa del rischio di morte. Tuttavia, questi farmaci non sembrano influenzare il rischio di ricovero per insufficienza cardiaca. Nei pazienti senza problemi renali, invece, non si evidenziano benefici sulla sopravvivenza o sui ricoveri.