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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/03/2013 Lettura: ~2 min

Mappa di Voltaggio Endocardico: nuovo strumento per la prognosi in pazienti con cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro

Fonte
Circ Arrhythm Electrophysiol. 2013 Feb 1;6(1):167-76.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Daniela Righi Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La mappa di voltaggio endocardico è una tecnica che aiuta a prevedere il rischio di aritmie in persone con una malattia del cuore chiamata cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro. Questo strumento può identificare aree del cuore danneggiate che potrebbero causare problemi seri, offrendo informazioni importanti per la gestione della malattia.

Che cos’è la mappa di voltaggio endocardico

La mappa di voltaggio endocardico (EVM) è un esame che misura l’attività elettrica sulla superficie interna del ventricolo destro del cuore. Serve a individuare zone con un segnale elettrico più basso, che indicano tessuto cardiaco danneggiato o cicatrizzato.

Perché è importante nell’ARVC/D

L’ARVC/D è una malattia in cui il ventricolo destro si modifica e può causare aritmie, cioè battiti cardiaci irregolari che possono essere pericolosi. La mappa di voltaggio endocardico aiuta a capire quanto è estesa l’area di tessuto danneggiato, che è un fattore importante per prevedere il rischio di aritmie.

Come è stato studiato

  • Lo studio ha coinvolto 69 pazienti con ARVC/D, con un'età media di 35 anni.
  • Ogni paziente ha effettuato uno studio elettrofisiologico e la mappatura del voltaggio sia con tecnica bipolare che unipolare.
  • Le aree di basso voltaggio sono state misurate con un sistema chiamato CARTO.

Risultati principali

  • Il 77% dei pazienti aveva almeno un’area di tessuto cicatriziale nel ventricolo destro.
  • Con la tecnica bipolare, in media il 24,8% del ventricolo presentava basso voltaggio, mentre con quella unipolare si arrivava al 64,8%.
  • Tra i pazienti con mappa bipolare normale (23%), la tecnica unipolare ha comunque trovato aree di basso voltaggio in circa un quarto di loro.
  • Durante un periodo di osservazione di circa 3 anni e mezzo, il 27,5% ha avuto eventi aritmici importanti, come morte improvvisa, interventi del defibrillatore o tachicardia ventricolare sostenuta.

Quali fattori predicono il rischio di aritmie

  • Avere avuto un arresto cardiaco o svenimenti prima dello studio aumenta il rischio.
  • L’estensione delle aree di basso voltaggio misurate con la tecnica bipolare è il fattore più importante per prevedere eventi aritmici futuri.
  • I pazienti con mappa bipolare normale hanno avuto un decorso senza eventi aritmici significativi.

In conclusione

La mappa di voltaggio endocardico è uno strumento utile per valutare il rischio di aritmie in pazienti con cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro. In particolare, l’estensione delle aree di basso voltaggio rilevate con la tecnica bipolare è il migliore indicatore di rischio. Questo aiuta i medici a identificare chi è più a rischio e a pianificare un monitoraggio adeguato.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Daniela Righi

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