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Articolo per pazienti Pubblicato: 11/03/2013 Lettura: ~2 min

Ruolo della risonanza magnetica cardiaca nella previsione degli eventi in pazienti con aritmie ventricolari

Fonte
JACC: Cardiovascular Imaging, Volume 6, Issue 3, March 2013, Pages 335–344.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La risonanza magnetica cardiaca è uno strumento utile per capire meglio il rischio di problemi cardiaci in persone con aritmie ventricolari. Questo esame può individuare la presenza di fibrosi, cioè aree di tessuto cardiaco danneggiato, che può influenzare il decorso della malattia.

Che cosa è stato studiato

Uno studio ha coinvolto 373 pazienti con aritmie ventricolari, cioè alterazioni del ritmo del cuore che partono dai ventricoli. Questi pazienti avevano due tipi di aritmia:

  • tachicardia ventricolare sostenuta (TV), con 204 pazienti;
  • tachicardia ventricolare non sostenuta (TVNS), con 169 pazienti.

Tutti sono stati sottoposti a risonanza magnetica cardiaca con late gadolinium enhancement (LGE-CMR), un esame che permette di vedere la presenza di fibrosi, cioè zone di tessuto cardiaco danneggiato o cicatriziale.

Cosa è stato osservato

I pazienti sono stati seguiti per circa 2,6 anni in media, per verificare la comparsa di eventi importanti come:

  • morte cardiaca o arresto cardiaco;
  • nuovi episodi di tachicardia ventricolare;
  • attivazioni appropriate del defibrillatore impiantabile (ICD), un dispositivo che aiuta a correggere il ritmo cardiaco.

La funzione del cuore, misurata con la frazione di eiezione del ventricolo sinistro (LVEF), era in media buona (60%).

Risultati principali

  • La presenza di fibrosi era un segno importante e indipendente per prevedere il rischio di eventi avversi in tutti i pazienti.
  • Nel gruppo con tachicardia ventricolare sostenuta (TV), sia la fibrosi sia una funzione cardiaca molto ridotta (LVEF sotto il 35%) erano fattori che aumentavano il rischio.
  • Nel gruppo con tachicardia ventricolare non sostenuta (TVNS), la fibrosi era l'unico fattore che prevedeva eventi negativi.

Perché è importante

Questi risultati indicano che la risonanza magnetica cardiaca con LGE può aiutare i medici a identificare i pazienti con aritmie ventricolari che hanno un rischio maggiore di complicazioni. In particolare, la presenza di fibrosi è un elemento chiave per valutare questo rischio.

In conclusione

La fibrosi cardiaca, individuata con la risonanza magnetica, è un importante indicatore del rischio di eventi gravi in pazienti con aritmie ventricolari. Questo esame può quindi essere molto utile per migliorare la valutazione e la gestione di questi pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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