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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/03/2013 Lettura: ~2 min

Il ruolo della risonanza magnetica nella previsione degli eventi in pazienti con aritmie ventricolari

Fonte
J Am Coll Cardiol Img. 2013;6(3):335-344. doi:10.1016/j.jcmg.2012.09.012.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come la risonanza magnetica cardiaca possa aiutare a prevedere il rischio di eventi importanti in persone con aritmie ventricolari, cioè alterazioni del ritmo del cuore che coinvolgono i ventricoli. L'obiettivo è comprendere meglio quali pazienti potrebbero avere un decorso più complicato, utilizzando un esame non invasivo e sicuro.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di 373 pazienti con aritmie ventricolari è stato sottoposto a un tipo speciale di risonanza magnetica cardiaca chiamata late-gadolinium enhancement (LGE-RMN). Questo esame permette di vedere la presenza di fibrosi, cioè aree di tessuto cicatriziale nel cuore.

Chi erano i pazienti

  • 204 avevano una tachicardia ventricolare sostenuta (VT), cioè un battito cardiaco molto veloce e duraturo nei ventricoli.
  • 169 avevano una tachicardia ventricolare non sostenuta (TVNS), cioè episodi brevi di battito veloce nei ventricoli.

La funzione del cuore, misurata con la frazione di eiezione del ventricolo sinistro (LVEF), era in media normale (60%).

Cosa è stato osservato

I pazienti sono stati seguiti per circa 2,6 anni per vedere se si verificavano eventi gravi come:

  • morte cardiaca o arresto cardiaco,
  • nuovi episodi di tachicardia ventricolare sostenuta,
  • attivazioni appropriate del defibrillatore impiantabile (ICD).

La presenza di fibrosi è risultata un forte indicatore indipendente del rischio di questi eventi, cioè aumentava significativamente la probabilità che si verificassero.

Dettagli nei diversi gruppi

  • Nei pazienti con tachicardia ventricolare sostenuta, sia la fibrosi che una funzione cardiaca molto ridotta (LVEF <35%) erano predittori importanti di eventi gravi.
  • Nei pazienti con tachicardia ventricolare non sostenuta, la fibrosi era l'unico fattore che prevedeva il rischio di eventi.

In conclusione

La risonanza magnetica cardiaca con evidenza di fibrosi è un esame utile per identificare pazienti con aritmie ventricolari che hanno un rischio maggiore di eventi cardiaci gravi. Questo può aiutare i medici a valutare meglio la situazione e pianificare il monitoraggio e le cure più appropriate.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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