Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 145 giovani atleti, con un'età media di circa 17 anni. L'obiettivo era analizzare il cuore di questi atleti usando esami non invasivi, cioè senza dover fare interventi o procedure dolorose.
Gli esami eseguiti
- ECG (elettrocardiogramma): misura l'attività elettrica del cuore.
- Test da sforzo: osserva il cuore durante l'attività fisica.
- Ecocardiografia 2D ColorDoppler: usa gli ultrasuoni per vedere la struttura e il movimento del cuore.
- Monitoraggio Holter di 24 ore: registra il battito cardiaco per un giorno intero.
- Registrazione dei potenziali tardivi ventricolari: un esame specifico per individuare segnali elettrici anomali nel cuore.
- Risonanza magnetica con contrasto: esame più approfondito usato in casi selezionati per vedere dettagli del cuore.
Risultati principali
- La maggior parte degli atleti (85%) aveva un ECG normale.
- Le aritmie ventricolari, cioè battiti irregolari che partono dai ventricoli (le camere inferiori del cuore), sono state trovate soprattutto durante il test da sforzo (85%).
- Il 56% degli atleti mostrava battiti extra che sparivano durante l'attività fisica.
- Durante il monitoraggio Holter, gli atleti avevano in media 4.700 battiti extra al giorno, per lo più simili tra loro, singoli o in coppie.
- L'ecocardiografia ha evidenziato alcune anomalie: prolasso della valvola mitrale (una valvola del cuore che non si chiude perfettamente) nel 20% degli atleti, malattie cardiache congenite nel 3% e problemi di movimento in alcune parti del ventricolo destro nel 3,5%.
- La risonanza magnetica ha confermato anomalie nel ventricolo destro in alcuni atleti e ha diagnosticato una cardiomiopatia aritmogena (una malattia del muscolo cardiaco che può causare aritmie) in un atleta.
- In totale, il 30% degli atleti è stato considerato a rischio di aritmie ventricolari potenzialmente pericolose.
Perché è importante lo screening cardiaco
Anche negli atleti che non mostrano sintomi e che hanno un ECG normale o quasi, questi esami non invasivi permettono di scoprire problemi nascosti. Questo aiuta a identificare chi potrebbe avere un rischio maggiore di aritmie pericolose e a capire meglio la salute del cuore.
In conclusione
La valutazione completa del cuore con esami non invasivi è fondamentale per lo screening degli atleti agonisti. Questi controlli aiutano a scoprire problemi che potrebbero mettere a rischio la salute, anche quando non ci sono segnali evidenti. In questo modo, è possibile proteggere la salute degli atleti e garantire una pratica sportiva più sicura.