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Articolo per pazienti Pubblicato: 09/04/2013 Lettura: ~2 min

Tachicardie atriali da micro e macrorientro dopo ablazione di fibrillazione atriale persistente: attenzione all’onda P

Fonte
Heart Rhythm, Volume 10, Issue 4, April 2013, Pages 469-476.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio analizza un tipo di aritmia cardiaca chiamata tachicardia atriale che può comparire dopo un trattamento chiamato ablazione per la fibrillazione atriale persistente. Capire le differenze tra i vari tipi di tachicardie può aiutare a migliorare la diagnosi e il trattamento.

Che cosa sono le tachicardie atriali da micro e macrorientro?

Le tachicardie atriali sono un tipo di aritmia, cioè un battito cardiaco irregolare, che può verificarsi dopo un intervento chiamato ablazione per la fibrillazione atriale persistente. Queste tachicardie possono essere causate da due diversi meccanismi:

  • Microrientro: un piccolo circuito elettrico anomalo nel cuore.
  • Macrorientro: un circuito elettrico più grande.

Come si distinguono?

Lo studio ha confrontato 77 pazienti con tachicardie atriali dopo ablazione e ha osservato alcune differenze importanti tra micro e macrorientro:

  • Durata dell'onda P: l'onda P è una parte del segnale elettrico del cuore. Nelle tachicardie da microrientro, questa onda è più breve rispetto a quelle da macrorientro.
  • Elettrogrammi di lunga durata: nei punti critici dove si genera l’aritmia, i segnali elettrici sono più lunghi e complessi nelle tachicardie da microrientro. Questo indica un rallentamento molto marcato della conduzione elettrica.
  • Dimensioni del circuito di rientro: il circuito è più piccolo nelle tachicardie da microrientro (circa 26 mm) rispetto a quelle da macrorientro (circa 44 mm).
  • Velocità di conduzione: l’impulso elettrico si muove più lentamente nei circuiti da microrientro rispetto a quelli da macrorientro.

Risultati e trattamento

Nel gruppo di pazienti studiati, la maggior parte aveva tachicardie da macrorientro (80%), mentre il 17% aveva tachicardie da microrientro. L’ablazione è risultata efficace per eliminare la tachicardia in tutti i pazienti.

In conclusione

Le tachicardie atriali da microrientro dopo ablazione per fibrillazione atriale persistente si distinguono da quelle da macrorientro per:

  • Una durata più breve dell’onda P.
  • La presenza di segnali elettrici più lunghi in punti specifici del cuore, dovuti a un rallentamento molto marcato della conduzione.

Queste caratteristiche aiutano a riconoscere il tipo di aritmia e a guidare il trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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