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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/07/2013 Lettura: ~2 min

Ablazione chirurgica della fibrillazione atriale più efficace dell'approccio transcatetere

Fonte
Europace. 2013 Jun 24. Epub ahead of print.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi Aggiornato il 06/02/2026

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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Quando la fibrillazione atriale, un tipo di battito cardiaco irregolare, non risponde ai farmaci, esistono diverse strategie per cercare di correggerla. Tra queste, l'ablazione, che può essere eseguita con tecniche diverse. Qui spieghiamo i risultati di uno studio che ha confrontato due metodi di ablazione per capire quale sia più efficace e sicuro.

Che cos'è la fibrillazione atriale e l'ablazione

La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo cardiaco che può causare sintomi fastidiosi e aumentare il rischio di complicazioni. Quando i farmaci antiaritmici non funzionano, si può ricorrere all'ablazione, una procedura che cerca di isolare le zone del cuore responsabili del problema, in particolare le vene polmonari.

Due metodi di ablazione: chirurgica e transcatetere

Esistono due modi principali per fare l'ablazione:

  • Chirurgica: eseguita con una tecnica minimamente invasiva attraverso piccoli accessi toracici (toracoscopia).
  • Transcatetere: eseguita inserendo un sottile tubicino (catetere) attraverso i vasi sanguigni fino al cuore.

Lo studio di confronto

Un gruppo di ricercatori ha confrontato questi due metodi in pazienti con fibrillazione atriale sintomatica che non avevano mai fatto ablazioni prima e che non rispondevano ai farmaci.

Hanno seguito 33 pazienti sottoposti all'ablazione chirurgica e 66 pazienti trattati con l'ablazione transcatetere, confrontando i risultati dopo un anno.

Risultati principali

  • La percentuale di pazienti liberi da aritmie senza farmaci era molto più alta nel gruppo chirurgico: 88% contro il 41% del gruppo transcatetere.
  • Considerando anche chi continuava a prendere farmaci, la libertà da aritmie era 91% nel gruppo chirurgico e 62% in quello transcatetere.
  • Il trattamento chirurgico presentava però un maggiore rischio di complicanze: 21% dei pazienti rispetto al 5% del gruppo transcatetere.

Cosa significa questo

L'ablazione chirurgica può essere più efficace nel prevenire il ritorno della fibrillazione atriale rispetto all'ablazione transcatetere, ma comporta un rischio più alto di complicazioni. Entrambi i metodi sono opzioni valide e la scelta dipende da diversi fattori individuali.

In conclusione

Per i pazienti con fibrillazione atriale sintomatica che non rispondono ai farmaci, l'ablazione chirurgica delle vene polmonari è risultata più efficace nel mantenere il cuore in ritmo normale rispetto all'ablazione transcatetere. Tuttavia, questa maggiore efficacia si accompagna a un rischio più elevato di complicazioni. È importante valutare insieme al medico quale approccio sia più adatto in base alle caratteristiche personali.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi

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