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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/07/2013 Lettura: ~1 min

Viaggiare senza problemi con la terapia anticoagulante

Fonte
Fabrizio Ammirati, UOC Cardiologia, Ospedale GB Grassi, Policlinico L. Di Liegro - ASL Roma D

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Ammirati Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1117 Sezione: 34

Introduzione

Questo testo spiega come una persona con fibrillazione atriale possa gestire in modo sicuro la terapia anticoagulante anche se viaggia spesso. Verranno illustrate le opzioni di trattamento che si adattano meglio a uno stile di vita dinamico e come scegliere la terapia più adatta per prevenire l’ictus.

Chi è il paziente e qual è la sua situazione

M.R. ha 67 anni, lavora come dirigente e viaggia spesso per lavoro. È divorziato e vive da solo. Nel tempo libero gioca a tennis. Soffre di ipertensione, cioè pressione alta, da circa 5 anni e prende un farmaco chiamato telmisartan.

Un esame del cuore ha mostrato qualche cambiamento nella struttura, ma la funzione del cuore è buona. Negli ultimi due anni ha avuto episodi di fibrillazione atriale parossistica, un disturbo del ritmo cardiaco che si presenta e scompare spontaneamente. Questi episodi sono stati trattati con farmaci specifici.

Attualmente assume flecainide per controllare il ritmo cardiaco. Un monitoraggio di 24 ore ha rilevato alcuni episodi di fibrillazione atriale, ma con pochi sintomi.

La necessità della terapia anticoagulante

warfarin, un farmaco anticoagulante che aiuta a prevenire l’ictus, un problema grave che può verificarsi in persone con fibrillazione atriale. Tuttavia, il paziente è preoccupato perché il warfarin richiede controlli frequenti del sangue (INR) e attenzione all’alimentazione, cosa difficile da gestire con i suoi frequenti viaggi e pasti fuori casa.

Quali sono le alternative al warfarin?

Una possibile alternativa è il dabigatran, un farmaco anticoagulante che non richiede controlli così frequenti e ha meno interazioni con il cibo. Secondo le indicazioni del farmaco, può essere usato in pazienti con fibrillazione atriale non causata da problemi alle valvole cardiache e con alcuni fattori di rischio, come:

  • età superiore a 65 anni
  • ipertensione (pressione alta)
  • precedenti ictus o altri problemi simili
  • insufficienza cardiaca

M.R. ha 67 anni ed è iperteso, quindi rientra tra i pazienti che possono assumere dabigatran.

Valutazioni necessarie prima di iniziare dabigatran

Prima di prescrivere dabigatran, è importante valutare:

  1. Il rischio di ictus, usando un punteggio chiamato CHA2DS2VASC. Per M.R. il punteggio è 2, che indica la necessità di una terapia anticoagulante.
  2. Il rischio di sanguinamento, con un altro punteggio chiamato HAS-BLED. Il suo punteggio è 2, che indica un rischio basso-moderato.
  3. La funzionalità dei reni, misurata con la clearance della creatinina. M.R. ha una buona funzionalità renale (89 ml/min), quindi può assumere dabigatran.

Scelta del dosaggio di dabigatran

Il dosaggio più adatto per M.R. è di 150 mg due volte al giorno. Questo dosaggio è stato studiato nello studio RELY, che ha dimostrato che è più efficace del warfarin nel prevenire l’ictus.

È importante che il paziente assuma il farmaco regolarmente e non interrompa la terapia senza consultare il medico. Inoltre, dovrà controllare la funzionalità renale ogni sei mesi, insieme ai controlli cardiologici per la pressione e la fibrillazione atriale.

In conclusione

La fibrillazione atriale di M.R. richiede una terapia anticoagulante per prevenire l’ictus. Il suo stile di vita, con viaggi frequenti e pasti fuori casa, rende difficile l’uso del warfarin. Il dabigatran rappresenta una valida alternativa, più semplice da gestire e con efficacia dimostrata. Dopo aver valutato il suo rischio e la funzionalità renale, il dosaggio di 150 mg due volte al giorno è la scelta migliore per lui.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Ammirati

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