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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/07/2013 Lettura: ~2 min

Studio ARTEMIS: l’approccio trans-ulnare è risultato meno efficace rispetto a quello trans-radiale negli interventi coronarici

Fonte
Circ Cardiovasc Interv. 2013;6:252-261, pubblicato online il 4 giugno 2013.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Annalisa Mongiardo Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1047 Sezione: 24

Introduzione

Lo studio ARTEMIS ha confrontato due modi diversi per eseguire interventi sul cuore attraverso i vasi sanguigni del braccio. L'obiettivo era capire quale metodo fosse più sicuro e pratico per i pazienti. I risultati mostrano che un approccio specifico, chiamato trans-ulnare, è meno efficace rispetto a un altro, chiamato trans-radiale.

Che cosa significa approccio trans-radiale e trans-ulnare

Quando si eseguono esami o interventi sul cuore, come la coronarografia o l’angioplastica, i medici possono accedere ai vasi sanguigni del braccio in due modi principali:

  • Approccio trans-radiale: si utilizza l’arteria radiale, che si trova vicino al polso.
  • Approccio trans-ulnare: si utilizza l’arteria ulnare, situata anch’essa nel braccio, ma in una posizione diversa rispetto alla radiale.

Entrambi gli approcci permettono di raggiungere il cuore per eseguire gli interventi, ma possono differire in termini di facilità e sicurezza.

Come è stato condotto lo studio ARTEMIS

Lo studio ha coinvolto 902 pazienti sottoposti a coronarografia o angioplastica in 5 centri diversi. I pazienti sono stati divisi in modo casuale in due gruppi:

  • Un gruppo ha ricevuto l’approccio trans-radiale, considerato il metodo di riferimento.
  • L’altro gruppo ha ricevuto l’approccio trans-ulnare, considerato il metodo sperimentale.

L’obiettivo principale era valutare un insieme di risultati, tra cui:

  • La necessità di cambiare metodo durante l’intervento (cross-over).
  • Eventi avversi importanti legati al cuore e ai vasi sanguigni.
  • Problemi vascolari nell’arto dove è stato effettuato il punto di accesso.

Risultati principali

Lo studio è stato interrotto prima del previsto perché l’approccio trans-ulnare ha mostrato risultati inferiori rispetto a quello trans-radiale. In particolare:

  • Il gruppo con approccio trans-ulnare ha avuto una maggiore necessità di cambiare metodo durante l’intervento.
  • Questa differenza ha dimostrato che l’approccio trans-ulnare è meno efficace rispetto a quello trans-radiale.

Conclusioni pratiche

Dato il più alto tasso di difficoltà e cambi di metodo con l’approccio trans-ulnare, questo non può essere considerato una valida alternativa all’approccio trans-radiale per gli interventi coronarici.

In conclusione

Lo studio ARTEMIS ha mostrato che, per eseguire interventi sul cuore attraverso i vasi del braccio, l’approccio trans-radiale è più affidabile e sicuro rispetto a quello trans-ulnare. Pertanto, al momento, il metodo trans-radiale rimane la scelta preferita per questi interventi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Annalisa Mongiardo

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