Che cos'è la restenosi intrastent (ISR)
La restenosi intrastent si verifica quando l'arteria, dopo aver ricevuto uno stent (un piccolo tubicino metallico o medicato per mantenere aperto il vaso sanguigno), si restringe di nuovo in quel punto. Questo può causare problemi al flusso del sangue e necessita di un nuovo intervento.
Quanto è comune la restenosi intrastent
Uno studio condotto negli Stati Uniti ha analizzato oltre 5 milioni di pazienti sottoposti a intervento coronarico percutaneo (PCI), cioè un trattamento per aprire le arterie coronarie ostruite.
- Circa il 10,6% di questi pazienti ha avuto una PCI per trattare una restenosi intrastent.
- Negli stent metallici semplici, la restenosi è diminuita dal 2,6% nel 2009 allo 0,9% nel 2017.
- Negli stent medicati, invece, la restenosi è aumentata dal 5,4% nel 2009 al 6,3% nel 2017.
Come si presenta la restenosi intrastent
Circa un quarto dei pazienti con restenosi intrastent si presenta con un infarto miocardico acuto, cioè un attacco cardiaco improvviso.
- Rispetto ai pazienti senza restenosi, quelli con ISR hanno meno probabilità di avere alcune forme di infarto, come l'IMA NSTEMI (18,7% contro 22,5%) o l'IMA STEMI (8,5% contro 15,7%).
Qual è il trattamento più comune
Il trattamento più frequente per la restenosi intrastent è l'impianto di un altro stent per riaprire l'arteria.
Risultati e complicanze
Lo studio ha mostrato che, confrontando pazienti con e senza restenosi intrastent, non ci sono differenze significative nelle complicanze durante il ricovero ospedaliero né nella durata della degenza.
In conclusione
La restenosi intrastent riguarda circa il 10% dei pazienti che si sottopongono a intervento coronarico. Il trattamento più comune è l'inserimento di un nuovo stent. Questa condizione può presentarsi anche con un attacco cardiaco, ma le complicanze durante il ricovero sono simili a quelle di chi non ha restenosi.