Che cos’è lo stenting in neonati con tetralogia di Fallot
La tetralogia di Fallot (TOF) è una condizione in cui il cuore ha alcune malformazioni che riducono la quantità di ossigeno nel sangue. Nei neonati prematuri o di basso peso, l’intervento chirurgico può essere rischioso. Per questo motivo, i medici possono utilizzare una procedura chiamata stenting nel tratto di uscita del ventricolo destro (RVOT), che è una parte del cuore che porta il sangue ai polmoni.
Lo stent è un piccolo tubicino che viene inserito per mantenere aperto questo passaggio e migliorare il flusso di sangue verso i polmoni, aumentando così la quantità di ossigeno nel sangue.
Risultati osservati
- Nei bambini trattati, la saturazione di ossigeno nel sangue è migliorata significativamente, passando in media dal 71% al 94% dopo 24 ore dalla procedura.
- La quantità di ossigeno che i bambini respiravano (frazione di ossigeno inspirato, FiO2) è diminuita, segno che il cuore e i polmoni lavoravano meglio.
- Le arterie polmonari destra (RPA) e sinistra (LPA) sono aumentate di dimensioni, favorendo un migliore passaggio del sangue verso i polmoni.
Sicurezza e complicazioni
La procedura si è dimostrata generalmente sicura, senza rottura dello stent nei casi osservati. In un solo caso è stato necessario un intervento chirurgico precoce a causa di uno spostamento dello stent e di un danno alla valvola tricuspide, una delle valvole del cuore.
Come prosegue il trattamento
Dopo il posizionamento dello stent, i bambini sono stati sottoposti a un intervento chirurgico programmato per correggere completamente la malformazione e rimuovere lo stent. Questo intervento non ha richiesto tempi più lunghi di circolazione extracorporea (bypass cardiopolmonare) né ha causato complicazioni maggiori rispetto ad altri tipi di intervento.
In conclusione
Lo stenting nel tratto di uscita del ventricolo destro può essere un’alternativa efficace e sicura per migliorare la situazione dei neonati prematuri o di basso peso con tetralogia di Fallot, in attesa di un intervento chirurgico più completo. Questa procedura aiuta ad aumentare l’ossigenazione del sangue e a preparare meglio i piccoli pazienti all’operazione successiva.