Che cosa è stato studiato
I ricercatori dell'Università di Oslo in Norvegia hanno voluto capire se una bassa frequenza cardiaca (il numero di battiti del cuore al minuto) a riposo o durante un esercizio fisico moderato potesse prevedere la comparsa della fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco.
Come è stato condotto lo studio
Hanno seguito per molti anni 2014 uomini sani norvegesi che avevano fatto un test da sforzo in bicicletta tra il 1972 e il 1975. Il test prevedeva un esercizio con un carico moderato, cioè una resistenza di 100 watt, e si misurava la frequenza cardiaca dopo 6 minuti di esercizio.
Cosa hanno trovato
- Durante un periodo di osservazione molto lungo, fino a 35 anni, 270 uomini hanno sviluppato fibrillazione atriale.
- Gli uomini che avevano una frequenza cardiaca inferiore a 100 battiti al minuto dopo 6 minuti di esercizio moderato avevano un rischio più alto di sviluppare questa condizione rispetto a chi aveva una frequenza cardiaca uguale o superiore a 100.
- Questi uomini con frequenza cardiaca più bassa erano generalmente in buona forma fisica e avevano una frequenza cardiaca a riposo più bassa.
- Il rischio aumentato era circa 1,6 volte più alto dopo aver considerato altri fattori come l’età, la pressione sanguigna e la forma fisica.
- In un gruppo di uomini che avevano già la pressione alta, il rischio era ancora più alto, circa 2 volte maggiore.
Cosa significa tutto questo
Una bassa frequenza cardiaca durante un esercizio moderato può essere un segnale utile per identificare uomini di mezza età che potrebbero avere un rischio maggiore di sviluppare la fibrillazione atriale nel lungo termine, specialmente se hanno anche la pressione alta.
In conclusione
Questo studio suggerisce che misurare la frequenza cardiaca durante un esercizio moderato può aiutare a prevedere il rischio futuro di fibrillazione atriale in uomini sani di mezza età. Una frequenza cardiaca bassa in queste condizioni è associata a un aumento del rischio, soprattutto in chi ha la pressione alta.