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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/10/2013 Lettura: ~5 min

Linee guida per la diagnosi e il trattamento della sincope (versione 2009)

Fonte
Task Force per la diagnosi e il trattamento della sincope della Società Europea di Cardiologia (ESC), pubblicato su Eur Heart J 2009;30:2631-2671.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Bartoletti Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1086 Sezione: 29

Introduzione

Queste linee guida sono state sviluppate da un gruppo di esperti europei e internazionali per aiutare i medici a diagnosticare e trattare la sincope, cioè la perdita temporanea di coscienza. Il documento offre indicazioni aggiornate, basate sulle evidenze disponibili, per migliorare la cura e la qualità della vita delle persone che ne soffrono.

Che cos'è la sincope

Sincope significa una perdita temporanea e improvvisa di coscienza causata da una riduzione momentanea del flusso di sangue al cervello. Si manifesta con un esordio rapido, dura poco e la persona si riprende completamente senza danni. È importante distinguere la sincope da altre cause di perdita di coscienza, come crisi epilettiche o traumi.

Spesso la sincope è preceduta da segnali chiamati prodromi, come sensazione di testa vuota, nausea, sudorazione o debolezza, ma a volte può verificarsi senza alcun avvertimento.

Classificazione e cause principali

La sincope rientra in un gruppo più ampio chiamato perdite di coscienza transitorie (T-LOC), che includono anche altre condizioni. Le cause della sincope possono essere:

  • Sincope riflessa (o neuromediata): causata da un riflesso anomalo che porta a calo della pressione o rallentamento del battito cardiaco. Include la sincope vasovagale (la più comune), la sincope situazionale (legate a particolari situazioni come minzione o tosse) e la sindrome del seno carotideo.
  • Ipotensione ortostatica: calo della pressione quando ci si alza in piedi, dovuto a problemi del sistema nervoso o a farmaci.
  • Sincope cardiaca: causata da problemi del cuore come aritmie (battito irregolare) o malattie strutturali del cuore.

Chi colpisce e quanto è frequente

La sincope è comune e può colpire persone di tutte le età, con picchi tra i 10 e i 30 anni e dopo i 65 anni. La forma più frequente è quella riflessa, soprattutto nei giovani. Negli anziani, sono più comuni le cause cardiache e l’ipotensione ortostatica. Molte persone con sincope non si rivolgono al medico, ma la sincope può portare a cadute e traumi, soprattutto negli anziani.

Come si diagnostica

La valutazione iniziale prevede:

  • Raccolta dettagliata della storia del paziente e descrizione dell’episodio.
  • Esame fisico, compresa la misurazione della pressione da sdraiati e in piedi.
  • Elettrocardiogramma (ECG) per valutare il ritmo cardiaco.

In base ai risultati, possono essere necessari altri esami come:

  • Massaggio del seno carotideo per verificare la sindrome del seno carotideo.
  • Ecocardiogramma per vedere la struttura e funzione del cuore.
  • Monitoraggio prolungato del ritmo cardiaco con dispositivi esterni o impiantabili.
  • Test ortostatici o tilt test per valutare la risposta della pressione e del cuore al cambiamento di posizione.
  • Valutazioni neurologiche o psichiatriche in casi particolari.

Trattamento

Il trattamento dipende dalla causa e dall’entità del rischio per il paziente. Gli obiettivi principali sono prevenire la morte, evitare lesioni da cadute e ridurre le recidive.

Sincope riflessa e intolleranza ortostatica

  • Misure comportamentali: educazione del paziente, evitare situazioni che scatenano la sincope (come ambienti caldi), riconoscere i prodromi e adottare manovre fisiche per evitare lo svenimento (ad esempio incrociare le gambe o stringere i muscoli).
  • Terapie farmacologiche: alcuni farmaci possono essere utili in casi selezionati, ma spesso i risultati non sono certi. Farmaci come midodrina possono aiutare in ipotensione ortostatica.
  • Elettrostimolazione cardiaca (pacemaker): può essere indicata in casi di sincope con rallentamenti cardiaci gravi documentati, ma non è efficace per tutte le forme di sincope riflessa.

Sincope cardiaca

  • Trattamento delle aritmie con pacemaker, ablazione o defibrillatore impiantabile (ICD) a seconda del tipo di problema.
  • Trattamento delle malattie cardiache strutturali con farmaci, interventi chirurgici o altre procedure.

Sincope inspiegata in pazienti ad alto rischio

Nei pazienti con malattie cardiache gravi e rischio elevato di morte improvvisa, è fondamentale trattare la patologia di base e valutare la necessità di un defibrillatore impiantabile. Anche in questi casi, la sincope può ripresentarsi e richiede un’attenta valutazione.

Sincope in gruppi particolari

Negli anziani

Le cause più frequenti sono l’ipotensione ortostatica, la sincope riflessa e le aritmie. Spesso coesistono più cause. La diagnosi può essere più difficile per la scarsa collaborazione o per la presenza di altre malattie. È importante valutare attentamente la storia, i farmaci e le condizioni generali.

Nei bambini e adolescenti

La sincope riflessa è la più comune. È importante distinguere la sincope da altre cause di perdita di coscienza come l’epilessia. La diagnosi si basa su anamnesi, esame obiettivo e ECG. Il trattamento è simile a quello degli adulti, con particolare attenzione all’educazione e alla rassicurazione.

Sincope e guida

La sincope durante la guida è rara e il rischio di incidenti è generalmente basso. Le raccomandazioni sulla guida devono essere personalizzate in base alla causa della sincope e al rischio individuale.

Organizzazione dell’assistenza

La gestione della sincope richiede un approccio organizzato e multidisciplinare. Un percorso assistenziale strutturato migliora la diagnosi, riduce i ricoveri inutili e ottimizza i costi. Le unità di gestione della sincope coinvolgono cardiologi, neurologi, geriatri e altri specialisti e dispongono di attrezzature specifiche per la diagnosi e il trattamento.

In conclusione

La sincope è un fenomeno comune con diverse cause e vari livelli di rischio. Una diagnosi accurata e tempestiva, basata su una valutazione clinica attenta e su esami mirati, è fondamentale per scegliere il trattamento più adatto. L’educazione del paziente e un percorso assistenziale ben organizzato contribuiscono a migliorare la qualità della vita e a prevenire complicanze.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Bartoletti

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