Che cosa è stato studiato
Un gruppo di medici ha confrontato due modi di fare la chirurgia valvolare del cuore in pazienti con insufficienza cardiaca grave (classi NYHA III o IV). Lo studio ha incluso 871 pazienti operati tra il 1995 e il 2010. Di questi, 205 sono stati trattati con un approccio meno invasivo, mentre gli altri con la sternotomia completa.
Risultati principali
- Tempi di ischemia miocardica (periodo in cui il cuore riceve meno sangue durante l'intervento): più brevi con la chirurgia meno invasiva (59 minuti in media) rispetto alla sternotomia completa (64 minuti).
- Tempi di bypass cardiopolmonare (quando si usa una macchina per mantenere la circolazione durante l'intervento): più brevi con la chirurgia meno invasiva (75 minuti) rispetto alla sternotomia completa (86 minuti).
- Durata della degenza in terapia intensiva: più breve con l'approccio meno invasivo (mediana di 24 ore) rispetto alla sternotomia completa (43 ore).
- Morbilità ospedaliera (complicazioni durante il ricovero), mortalità e sopravvivenza a lungo termine (fino a 12 anni) erano simili tra i due gruppi.
Considerazioni importanti
Quando si è tenuto conto anche dell'esperienza del chirurgo, i benefici in termini di tempi e degenza non sono risultati così evidenti. In ogni caso, la sicurezza, l'efficacia e l'efficienza della chirurgia meno invasiva sono risultate almeno equivalenti a quelle della sternotomia completa.
Questo significa che la chirurgia valvolare meno invasiva è una valida opzione per pazienti con insufficienza cardiaca grave, ma è importante che sia eseguita da chirurghi esperti in questa tecnica.
In conclusione
La chirurgia valvolare del cuore con un approccio meno invasivo offre risultati simili a quelli della sternotomia completa in termini di sicurezza ed efficacia. Inoltre, può ridurre i tempi dell'intervento e la durata della permanenza in terapia intensiva, a patto che venga eseguita da chirurghi esperti.