Che cosa significa rivascolarizzazione completa e incompleta
La rivascolarizzazione completa si riferisce al trattamento di tutte le arterie coronariche che presentano restringimenti significativi, mentre la rivascolarizzazione incompleta riguarda solo alcune di queste arterie.
Come è stato condotto lo studio
Gli autori hanno raccolto e analizzato insieme i dati di 35 studi, pubblicati tra il 1970 e il 2012, che confrontavano i due tipi di trattamento in pazienti con malattia coronarica che coinvolgeva più vasi sanguigni. In totale, sono stati considerati 89.883 pazienti:
- 45.417 hanno ricevuto una rivascolarizzazione completa
- 44.466 hanno ricevuto una rivascolarizzazione incompleta
La rivascolarizzazione incompleta è stata più frequente dopo l'intervento con angioplastica (PCI) rispetto al bypass aorto-coronarico (CABG).
Risultati principali
- I pazienti con rivascolarizzazione completa hanno mostrato una mortalità a lungo termine inferiore rispetto a quelli con rivascolarizzazione incompleta.
- Hanno avuto anche un numero minore di infarti del miocardio (attacchi di cuore).
- È stata osservata una minore necessità di ulteriori interventi per trattare nuovamente le arterie coronariche.
Questi benefici sono stati confermati indipendentemente dal tipo di trattamento utilizzato (angioplastica o bypass) e dal modo in cui è stata definita la rivascolarizzazione completa.
Cosa significa per i pazienti
La rivascolarizzazione completa è più spesso raggiunta con il bypass aorto-coronarico rispetto all'angioplastica. Per i pazienti con malattia coronarica che coinvolge più arterie, trattare tutte le stenosi sembra essere la strategia migliore per migliorare la sopravvivenza e ridurre il rischio di infarto e di ulteriori interventi.
In conclusione
Questo studio dimostra che, nei pazienti con malattia coronarica multivasale, la rivascolarizzazione completa offre risultati migliori rispetto a quella incompleta. Trattare tutte le arterie malate aiuta a ridurre il rischio di morte, infarto e la necessità di nuovi interventi, ed è più frequentemente possibile con il bypass aorto-coronarico.