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Articolo per pazienti Pubblicato: 11/09/2024 Lettura: ~2 min

La valutazione della fibrosi miocardica è più efficace della frazione d’eiezione nel prevedere il rischio di aritmie

Fonte
Hammersley, et al. 10.1016/j.jacc.2024.06.046.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La fibrosi miocardica è un importante fattore legato alle aritmie cardiache. Uno studio recente ha confrontato diversi metodi per capire quale sia il migliore nel prevedere il rischio di aritmie in persone con una particolare malattia del cuore chiamata cardiomiopatia non-ischemica. Scopriamo insieme i risultati in modo semplice e chiaro.

Che cos'è la fibrosi miocardica?

La fibrosi miocardica è una condizione in cui il tessuto del cuore si irrigidisce o si cicatrizza. Questo può creare un ambiente che favorisce le aritmie ventricolari, cioè alterazioni del ritmo del cuore che partono dalle camere inferiori (ventricoli).

Lo studio e cosa ha misurato

Lo studio ha valutato due tipi di fibrosi usando una tecnica chiamata risonanza magnetica:

  • Fibrosi totale (TF): la quantità complessiva di tessuto cicatriziale nel cuore.
  • Fibrosi nella zona grigia (GZF): una parte particolare della fibrosi che può essere più difficile da definire.

Questi dati sono stati confrontati con un altro parametro molto usato, la frazione di eiezione ventricolare sinistra (FEVS), che misura quanto bene il cuore pompa il sangue.

I risultati principali

Lo studio ha coinvolto due gruppi di pazienti con cardiomiopatia non-ischemica, uno di 866 persone e un altro di 848, seguiti per circa 7 anni. L'obiettivo era vedere chi sviluppava aritmie pericolose o moriva improvvisamente per problemi cardiaci.

È emerso che:

  • La semplice presenza di fibrosi nel cuore aumentava molto il rischio di aritmie o morte improvvisa.
  • Misurando la quantità di fibrosi, si potevano distinguere tre gruppi di rischio:
    • Chi non aveva fibrosi aveva il rischio più basso.
    • Chi aveva una fibrosi totale tra 0 e 10 grammi aveva un rischio intermedio.
    • Chi aveva più di 10 grammi di fibrosi totale aveva il rischio più alto.
  • Questa classificazione basata sulla fibrosi era più precisa nel prevedere il rischio rispetto alla misurazione della frazione di eiezione inferiore al 35%.

Perché è importante

Questi risultati suggeriscono che valutare la fibrosi nel cuore con la risonanza magnetica può aiutare i medici a capire meglio quali pazienti sono più a rischio di aritmie pericolose, rispetto a quanto si faceva prima usando solo la frazione di eiezione.

In conclusione

La fibrosi miocardica è un indicatore molto importante per prevedere il rischio di aritmie ventricolari in persone con cardiomiopatia non-ischemica. Misurare la quantità di fibrosi con la risonanza magnetica permette di identificare meglio chi ha un rischio più alto rispetto alla valutazione tradizionale della funzione di pompa del cuore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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