CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 12/01/2014 Lettura: ~2 min

Effetto protettivo dei beta bloccanti nella chirurgia extracardiaca in pazienti con problemi cardiaci

Fonte
JAMA Intern Med 2013 Nov 18 (Epub ahead of print).

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Contini Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 940 Sezione: 17

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice come i farmaci chiamati beta bloccanti possono aiutare alcune persone con malattie del cuore durante interventi chirurgici non legati al cuore. Si basa su uno studio che ha esaminato molti pazienti per capire se questi farmaci riducono il rischio di problemi gravi dopo l’operazione.

Che cosa sono i beta bloccanti e a chi sono rivolti

I beta bloccanti sono farmaci usati per proteggere il cuore. Sono spesso prescritti a persone con cardiopatia ischemica, cioè una condizione in cui il cuore riceve meno sangue e ossigeno del necessario. Questo può causare dolore al petto o infarti.

Lo studio danese: cosa è stato fatto

Un grande studio ha analizzato i dati di oltre 28.000 pazienti in Danimarca, operati tra il 2004 e il 2009. Tutti avevano problemi cardiaci e sono stati sottoposti a interventi chirurgici non sul cuore (chirurgia extracardiaca).

Lo scopo era capire se l’uso dei beta bloccanti nel periodo intorno all’operazione (periodo perioperatorio) potesse ridurre il rischio di:

  • Morte in generale;
  • Eventi cardiovascolari maggiori, cioè infarto, ictus o morte legata al cuore.

Chi ha beneficiato del trattamento

Tra i pazienti, circa il 28% aveva una insufficienza cardiaca cronica, una condizione in cui il cuore funziona meno bene nel tempo. I beta bloccanti sono stati usati in circa la metà di questi pazienti con insufficienza cardiaca e in un terzo di quelli senza.

I risultati hanno mostrato che i beta bloccanti hanno ridotto significativamente il rischio di morte o di eventi gravi solo in due gruppi:

  • Persone con insufficienza cardiaca cronica;
  • Persone che avevano avuto un infarto miocardico acuto (attacco di cuore) negli ultimi due anni.

In questi gruppi, il rischio di eventi gravi si è ridotto di circa il 20-25%, e in chi aveva avuto un infarto recente anche di più.

In conclusione

Questo studio suggerisce che l’uso dei beta bloccanti intorno al momento di un intervento chirurgico non cardiaco può aiutare a proteggere il cuore in pazienti con problemi cardiaci specifici, come l’insufficienza cardiaca cronica o un infarto recente. Non tutti i pazienti con malattie cardiache traggono lo stesso beneficio, per cui è importante che il trattamento sia valutato attentamente dal medico.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Contini

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA