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Articolo per pazienti Pubblicato: 19/02/2014 Lettura: ~4 min

Un caso di ipertensione difficile da trattare

Fonte
Stefano Taddei, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università di Pisa

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefano Taddei Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1121 Sezione: 35

Introduzione

Questo testo racconta la storia di un uomo di 52 anni con pressione alta da molti anni, che non è riuscito a normalizzare la pressione nonostante vari farmaci. Verranno spiegati i passaggi medici fatti per capire la causa e migliorare la sua salute.

Chi è il paziente

Si tratta di un uomo di 52 anni, commerciante, con ipertensione da circa 10 anni. Nonostante abbia assunto diversi farmaci, la sua pressione sanguigna è sempre rimasta alta. Attualmente prende cinque medicine diverse per la pressione, ma i valori rimangono tra 145-155 mmHg per la pressione massima e 90-100 mmHg per quella minima.

Controlli iniziali e storia clinica

Il medico ha fatto vari esami del sangue e controlli come l’elettrocardiogramma (ECG) e un’ecografia addominale, tutti risultati normali. Il paziente segue una dieta mediterranea con molta frutta e verdura, beve 3-4 caffè al giorno e non fuma più. Fa poca attività fisica e si stanca facilmente.

Esame fisico

  • Altezza: 1,78 m
  • Peso: 89 kg
  • Indice di massa corporea (IMC): 28 kg/m2 (sovrappeso)
  • Circonferenza addominale: 103 cm
  • Pressione arteriosa: 150/95 mmHg
  • Frequenza cardiaca: 56 battiti al minuto
  • Fegato leggermente ingrossato ma non dolente

Perché è stato inviato a un centro specialistico

Il medico sospetta un’ipertensione resistente, cioè difficile da controllare con i farmaci. Anche se il paziente non ha seguito completamente le indicazioni sullo stile di vita e prende un diuretico a basso dosaggio, la sua pressione è alta da molti anni e la terapia è stata fatta con criterio. Per questo si vuole escludere una causa secondaria, cioè un problema specifico che causa l’ipertensione.

Cause secondarie più comuni da escludere

  • Iperaldosteronismo primitivo: una condizione in cui una ghiandola chiamata surrene produce troppo aldosterone, un ormone che aumenta la pressione.
  • Malattia renovascolare: restringimento delle arterie che portano il sangue ai reni.
  • Feocromocitoma: un tumore raro delle ghiandole surrenali che può causare ipertensione.

Esami approfonditi

Il paziente ha fatto altri esami:

  • Ecocolordoppler delle arterie renali: normale, quindi niente restringimenti.
  • Ecografia addominale: reni e ghiandole surrenali normali, nessuna massa visibile.
  • ECG ed ecocardiogramma: mostrano qualche segno di adattamento del cuore all’ipertensione.
  • Esami del sangue: potassio ai limiti bassi e alterazioni leggere del colesterolo.

Questi risultati indicano che l’ipertensione ha già causato qualche danno agli organi, ma non si trovano segni di malattie renali o tumori surrenalici evidenti.

Test specifici per l’iperaldosteronismo

Il potassio basso e la storia clinica suggeriscono di approfondire l’ipotesi di iperaldosteronismo primitivo. Per confermare questa diagnosi si misura il rapporto tra renina (PRA) e aldosterone nel sangue. Per avere risultati affidabili, alcuni farmaci devono essere sospesi e sostituiti con altri che non influenzano questo sistema.

La terapia è stata modificata con due farmaci (diltiazem e doxazosina) che non interferiscono con il sistema renina-angiotensina. Dopo due settimane sono stati fatti gli esami:

  • Potassio: 3,7 mEq/l (limite basso)
  • PRA: 0,4 ng/ml/h (basso)
  • Aldosterone: 39 ng/dl (alto)
  • Rapporto aldosterone/PRA: 97 (valore di riferimento <70)
  • Normetanefrine urinarie: normale

Questi dati confermano la presenza di iperaldosteronismo.

Test di conferma e diagnosi finale

Per capire se l’aldosterone è prodotto in modo autonomo, si esegue un test di carico salino: si infondono 2 litri di soluzione fisiologica in 2 ore e si misura l’aldosterone prima e dopo 4 ore. Nel paziente i valori sono rimasti alti, confermando l’iperaldosteronismo.

Una TAC addominale ha mostrato un adenoma (piccola massa benigna) nella ghiandola surrenale sinistra, responsabile della produzione eccessiva di aldosterone.

Trattamento e follow-up

Il paziente è stato operato per rimuovere l’adenoma. Dopo l’intervento, ha seguito:

  • Dieta a basso contenuto di calorie, sale e colesterolo
  • Attività fisica regolare (almeno 3 volte a settimana)
  • Farmaco amlodipina 5 mg al giorno

Dopo due mesi, il paziente ha perso circa 6 kg, fa sport regolarmente e la pressione è migliorata (circa 130/80 mmHg). Il potassio è tornato a livelli normali. Per il colesterolo ancora alto, è stata aggiunta una terapia specifica.

In conclusione

Questo caso mostra come, in presenza di ipertensione difficile da controllare, sia importante cercare cause specifiche come l’iperaldosteronismo primitivo. Un’attenta valutazione medica, esami mirati e un corretto trattamento possono portare a un significativo miglioramento della salute e della qualità della vita.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefano Taddei

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