Che cosa è stato studiato
I ricercatori della Atatürk University in Turchia hanno voluto capire se il livello di acido urico nel sangue (uricemia), misurato subito all'arrivo in pronto soccorso, può prevedere la comparsa di un problema ai reni chiamato nefropatia indotta da contrasto (NIC). Questo problema può succedere dopo un intervento chiamato PCI primaria, che serve a trattare le arterie del cuore.
Come è stato fatto lo studio
- Hanno analizzato i dati di 744 pazienti arrivati in pronto soccorso e sottoposti a PCI primaria.
- Hanno misurato i livelli di acido urico e di creatinina (un indicatore della funzione renale) all'ingresso e 48 ore dopo l'intervento.
- La nefropatia è stata classificata in tre gradi in base all'aumento della creatinina:
- Grado 0: aumento piccolo o assente (≤ 25% o ≤ 0,5 mg/dL).
- Grado 1: aumento moderato (> 25% ma ≤ 0,5 mg/dL).
- Grado 2: aumento più marcato (> 0,5 mg/dL).
Risultati principali
- Il 12,5% dei pazienti (93 su 744) ha sviluppato nefropatia causata dal mezzo di contrasto.
- I pazienti con nefropatia avevano livelli di acido urico significativamente più alti (6,09 mg/dL in media) rispetto a quelli senza nefropatia (4,89 mg/dL).
- Chi non ha sviluppato nefropatia (grado 0) aveva livelli di acido urico più bassi rispetto a chi aveva nefropatia di grado 1 o 2.
- Non c'erano differenze significative nei livelli di acido urico tra i pazienti con nefropatia di grado 1 e grado 2.
- Un livello di acido urico superiore a 5,05 mg/dL è risultato utile per prevedere la comparsa di nefropatia, con una sensibilità del 66% e una specificità del 60%.
In conclusione
Il livello di acido urico nel sangue misurato all'ingresso in pronto soccorso può essere un segnale precoce utile per identificare i pazienti a rischio di danno renale causato dal mezzo di contrasto durante un intervento cardiaco. Questo può aiutare a monitorare meglio la funzione renale e a intervenire tempestivamente.