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Articolo per pazienti Pubblicato: 05/03/2014 Lettura: ~3 min

Il 2013: l’anno della denervazione renale

Fonte
Dott.ssa Daniela Trabattoni, Centro Cardiologico Monzino, IRCCS – Milano; studi principali: Esler MD et al. Lancet 2010; Kandzari DE et al. Clin Cardiol 2012; Ezzhati M et al. J Hypertens 2014; Brinkmann J et al. Hypertension 2012.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Daniela Trabattoni Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1122 Sezione: 35

Introduzione

La denervazione renale è una nuova tecnica che sta emergendo come possibile aiuto per chi soffre di ipertensione resistente, cioè una pressione alta difficile da controllare con i farmaci. Nel 2013 sono stati fatti importanti progressi in questo campo, con nuovi strumenti che rendono la procedura più semplice e veloce. Qui spieghiamo in modo chiaro come funziona e cosa si sa finora.

Che cos’è la denervazione renale

La denervazione renale è una procedura che mira a ridurre la pressione alta nei pazienti che non rispondono bene ai farmaci. Si basa sull’idea di interrompere alcune fibre nervose che si trovano intorno alle arterie dei reni e che contribuiscono ad alzare la pressione del sangue.

Queste fibre nervose fanno parte del sistema nervoso simpatico, che regola molte funzioni del corpo, compresa la pressione arteriosa. La procedura usa un catetere, cioè un sottile tubicino, che viene inserito attraverso un’arteria della gamba e portato fino alle arterie renali. Qui si applica una forma di energia chiamata radiofrequenza per distruggere le fibre nervose.

Come funziona e quali sono i benefici

  • Riduce la resistenza dei vasi sanguigni, facilitando il passaggio del sangue.
  • Diminuisce il rilascio di una sostanza chiamata renina, che può aumentare la pressione.
  • Migliora l’equilibrio dei sali nel corpo.
  • Abbassa l’attività del sistema nervoso simpatico, che spesso è troppo attivo in chi ha pressione alta.

Risultati degli studi principali

Uno studio importante, chiamato Simplicity HTN2, ha coinvolto 106 pazienti con pressione alta resistente, già trattati con almeno tre farmaci. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto la denervazione renale, l’altro ha continuato il trattamento abituale.

Dopo 6 mesi, chi ha fatto la denervazione ha mostrato una riduzione significativa della pressione, in media di 32 mmHg per la pressione sistolica (il numero più alto) e 12 mmHg per la diastolica (il numero più basso). Nel gruppo di controllo, invece, non ci sono stati cambiamenti importanti.

Questi effetti sono durati anche a 3 anni in un gruppo di pazienti seguiti a lungo termine.

Sicurezza e nuove tecnologie

La procedura è generalmente sicura, con pochi effetti collaterali riportati, come un piccolo ematoma o una lesione del vaso sanguigno, senza danni ai reni.

Negli ultimi anni sono stati sviluppati nuovi dispositivi per rendere la procedura più veloce e semplice. Alcuni usano cateteri con forme diverse e più elettrodi per applicare l’energia in modo più efficace e in meno tempo.

Alcuni esempi sono:

  • Un catetere a palloncino con elettrodi spiraliformi e irrigazione per proteggere i tessuti circostanti.
  • Cateteri con più elettrodi che permettono di fare più ablazioni contemporaneamente.
  • Dispositivi che usano energia ultrasonica invece della radiofrequenza.

Possibili applicazioni future

Oltre all’ipertensione resistente, la denervazione renale potrebbe aiutare pazienti con altre condizioni legate a un’attività nervosa troppo alta, come:

  • Insufficienza cardiaca
  • Aritmie cardiache
  • Diabete
  • Apnee notturne
  • Sindrome dell’ovaio policistico

Stanno infatti proseguendo diversi studi per capire meglio questi possibili benefici.

Limiti e incertezze

Non tutti i pazienti rispondono bene alla denervazione renale. Alcuni studi hanno mostrato che in certi casi la pressione non si abbassa dopo la procedura. Al momento non esistono metodi affidabili per prevedere chi trarrà beneficio.

Questo significa che, anche se la tecnica è promettente, non è possibile garantire un risultato positivo per ogni paziente.

In conclusione

La denervazione renale è una nuova procedura che può aiutare chi ha una pressione alta difficile da controllare con i farmaci. Consiste nel ridurre l’attività di alcune fibre nervose intorno ai reni, con l’obiettivo di abbassare la pressione del sangue.

Nel 2013 sono stati fatti importanti progressi con nuovi strumenti che migliorano la procedura. I risultati finora sono incoraggianti, ma non tutti i pazienti rispondono allo stesso modo. Sono in corso ulteriori studi per capire meglio chi può trarne vantaggio e per esplorare altre possibili applicazioni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Daniela Trabattoni

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