Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto oltre 24.000 pazienti svedesi con infarto miocardico acuto e fibrillazione atriale. Tra questi, circa il 22% è stato trattato con warfarin al momento della dimissione dall'ospedale. La funzione renale dei pazienti è stata valutata usando un esame chiamato velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR), che indica quanto bene i reni filtrano il sangue.
Risultati principali
- Il warfarin è stato associato a un rischio minore di un evento combinato che include morte, nuovo infarto o ictus ischemico.
- Il rischio di sanguinamento non è risultato significativamente più alto nei pazienti con malattia renale cronica (CKD) trattati con warfarin.
- Questo beneficio del warfarin è stato osservato in tutte le classi di gravità della malattia renale.
Cosa significa per i pazienti
Per chi ha avuto un infarto e soffre di fibrillazione atriale, l'uso di warfarin può aiutare a ridurre il rischio di eventi gravi come la morte, un nuovo infarto o un ictus, anche se la funzione renale è compromessa. Inoltre, non sembra aumentare in modo significativo il rischio di sanguinamenti, un effetto collaterale importante da considerare con questo tipo di farmaco.
In conclusione
Il warfarin può essere associato a un miglioramento della sopravvivenza e a una riduzione degli eventi cardiaci e cerebrovascolari in pazienti con infarto miocardico e fibrillazione atriale, indipendentemente dalla gravità della malattia renale. Inoltre, non aumenta significativamente il rischio di sanguinamento nei pazienti con insufficienza renale.