Che cosa è stato studiato
Uno studio ha esaminato se la vaccinazione contro il COVID-19 aumenta il rischio di eventi tromboembolici, cioè problemi causati da coaguli di sangue, in persone con fibrillazione atriale o flutter atriale (AF/AFL). Questi eventi includono:
- ictus ischemico (quando un coagulo blocca il flusso di sangue al cervello),
- attacco ischemico transitorio (un "mini-ictus" temporaneo),
- tromboembolismo sistemico (coaguli che si muovono in altre parti del corpo).
Lo studio ha usato dati raccolti in Corea del Sud tra febbraio e dicembre 2021, coinvolgendo oltre 124.000 persone con AF/AFL di almeno 12 anni, sia vaccinate che non vaccinate.
Cosa hanno trovato
Il rischio di eventi tromboembolici nei 21 giorni dopo la vaccinazione è risultato simile a quello nei periodi senza vaccinazione. In altre parole, la vaccinazione non ha aumentato il rischio generale di coaguli di sangue in questi pazienti.
Questo è vero indipendentemente dal sesso, dall'età o dal tipo di vaccino ricevuto.
Eccezione importante
Nei pazienti che non assumevano farmaci anticoagulanti (medicinali che aiutano a prevenire i coaguli), il rischio di eventi tromboembolici dopo il vaccino era più alto rispetto ai periodi senza vaccinazione.
Questo significa che per chi non prende questi farmaci è importante valutare con attenzione il rischio individuale prima della vaccinazione.
In conclusione
La vaccinazione contro il COVID-19 in persone con fibrillazione atriale o flutter atriale non sembra aumentare il rischio di problemi legati ai coaguli di sangue nella maggior parte dei casi.
È però importante che chi non usa farmaci anticoagulanti riceva una valutazione medica accurata per decidere insieme il momento migliore per la vaccinazione.