Che cosa è stato studiato
In pazienti con diabete di tipo 2, è stato osservato che una frequenza cardiaca a riposo superiore a 70 battiti al minuto è legata a un rischio maggiore di malattie del cuore e a una prognosi meno favorevole.
Per capire meglio questo legame, i ricercatori hanno esaminato 58 persone con diabete di tipo 2, senza segni di danni ai nervi che controllano il cuore, e 52 persone sane della stessa età.
Cosa è stato misurato
Gli studiosi hanno valutato l'attività del sistema nervoso simpatico, che è la parte del sistema nervoso che può aumentare la frequenza cardiaca e la pressione del sangue. Hanno usato due metodi:
- Microneurografia (MSNA): misura diretta dell'attività nervosa nei muscoli.
- Noradrenalina plasmatica (NE): una sostanza chimica nel sangue che indica quanto è attivo il sistema nervoso simpatico.
Risultati principali
Nei pazienti con diabete, chi aveva una frequenza cardiaca sopra i 70 battiti al minuto mostrava anche valori più alti di attività nervosa e noradrenalina. Questo significa che il cuore batteva più velocemente perché il sistema nervoso simpatico era più attivo.
Al contrario, nelle persone sane non si è trovata questa relazione tra frequenza cardiaca e attività nervosa.
Perché è importante
Una frequenza cardiaca elevata in chi ha il diabete può indicare un aumento dell'attività nervosa che mette più stress sul cuore. Questo può contribuire a un rischio maggiore di problemi cardiaci nel tempo.
In conclusione
Nei pazienti con diabete di tipo 2, una frequenza cardiaca a riposo superiore a 70 battiti al minuto è associata a un aumento dell'attività del sistema nervoso che controlla il cuore. Questo può spiegare perché questi pazienti hanno un rischio più alto di malattie cardiache. Monitorare la frequenza cardiaca può quindi aiutare a capire meglio la salute del cuore in chi ha il diabete.