CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 13/04/2014 Lettura: ~2 min

Chiusura percutanea del difetto del setto interventricolare dopo infarto: risultati e follow-up nel Regno Unito

Fonte
Published online before print March 25, 2014 on Circulation doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.113.005839.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Annalisa Mongiardo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1047 Sezione: 24

Introduzione

Il difetto del setto interventricolare dopo un infarto è una complicanza grave che può mettere a rischio la vita. Esistono diverse opzioni di trattamento, tra cui una procedura meno invasiva chiamata chiusura percutanea. Questo testo spiega in modo semplice i risultati di questa procedura e cosa aspettarsi nel tempo.

Che cos'è il difetto del setto interventricolare post-infartuale (DIV-PI)?

Il difetto del setto interventricolare è un foro che si forma tra le due camere del cuore a causa di un infarto. Questo foro può causare problemi seri perché il sangue passa in modo anomalo tra le camere, rendendo difficile il lavoro del cuore.

Come si può trattare?

La riparazione chirurgica è un'opzione, ma è rischiosa e spesso possibile solo per chi supera la fase acuta dell'infarto. Un'alternativa è la chiusura percutanea, una procedura meno invasiva che utilizza un dispositivo inserito attraverso i vasi sanguigni per chiudere il foro.

Risultati della chiusura percutanea nel Regno Unito

  • La procedura è stata eseguita su 53 pazienti tra il 1997 e il 2012, con un'età media di 72 anni.
  • Il dispositivo è stato impiantato con successo nell'89% dei casi.
  • Le complicanze principali sono state: morte durante la procedura nel 3,8% dei casi e necessità di intervento chirurgico urgente nel 7,5%.
  • Subito dopo la procedura, il foro è stato completamente chiuso nel 22% dei pazienti, parzialmente nel 63%, mentre in alcuni casi non si è ottenuta alcuna chiusura.
  • La degenza media dopo la procedura è stata di circa 5 giorni.
  • Il 58% dei pazienti è sopravvissuto fino alla dimissione ospedaliera.
  • Durante un follow-up medio di poco più di un anno, altri pazienti sono deceduti (7,5%).

Fattori che influenzano la sopravvivenza

Alcune condizioni sono legate a un rischio maggiore di morte dopo la procedura, tra cui:

  • Età avanzata
  • Sesso femminile
  • Grave insufficienza cardiaca (classe NYHA IV)
  • Shock cardiogeno (grave insufficienza del cuore)
  • Problemi ai reni (valori elevati di creatinina)
  • Dimensioni maggiori del difetto
  • Uso di farmaci per sostenere il cuore (inotropi)
  • Mancata riapertura dell'arteria bloccata dall'infarto

Al contrario, chi aveva già subito una chiusura chirurgica e chi ha ottenuto una riduzione immediata del passaggio anomalo di sangue ha mostrato una maggiore probabilità di sopravvivenza.

In conclusione

La chiusura percutanea del difetto del setto interventricolare dopo infarto è una procedura valida e meno invasiva che può aiutare pazienti in condizioni molto critiche. Anche se il rischio di morte rimane alto, soprattutto nella fase acuta, chi riesce a superare questo momento può avere una buona qualità di vita nel tempo successivo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Annalisa Mongiardo

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA