Che cosa sono le nuove linee guida ACC-AHA
Le linee guida sono delle raccomandazioni basate su studi scientifici che aiutano i medici a decidere quando e come usare i farmaci per il colesterolo. Nel 2013, l'American College of Cardiology e l'American Heart Association hanno aggiornato queste indicazioni, suggerendo di prescrivere le statine a un numero maggiore di persone rispetto al passato.
Cosa è cambiato rispetto alle vecchie linee guida
Prima di queste nuove indicazioni, le linee guida del National Cholesterol Education Program (note come ATP III) consigliavano le statine a circa 43 milioni di adulti negli Stati Uniti tra i 40 e i 75 anni. Con le nuove regole, questo numero sale a 56 milioni, cioè quasi la metà degli adulti in questa fascia d'età.
In particolare, l'aumento riguarda soprattutto le persone che non hanno ancora avuto malattie cardiovascolari, ma che hanno un rischio calcolato di svilupparle nei prossimi 10 anni.
Dettagli sull'aumento dell'uso delle statine
- Tra gli adulti dai 60 ai 75 anni senza malattie cardiache, la percentuale di uomini che potrebbero beneficiare delle statine passa dal 30,4% al 87,4%.
- Per le donne nella stessa fascia d'età, la percentuale sale dal 21,2% al 53,6%.
Questo significa che molte più persone vengono considerate a rischio e quindi potenzialmente utili per la terapia con statine, basandosi soprattutto sul calcolo del rischio di eventi cardiaci nei prossimi anni.
Vantaggi e considerazioni
Le nuove linee guida permettono di identificare più persone che potrebbero prevenire problemi cardiaci futuri grazie alle statine. Questo è un vantaggio perché aumenta la sensitivity, cioè la capacità di includere chi davvero potrebbe avere un evento cardiovascolare.
Tuttavia, questo porta anche a includere molte persone che potrebbero non avere mai problemi futuri, riducendo la specificità. In altre parole, alcune persone potrebbero assumere statine senza un beneficio certo.
In conclusione
L'applicazione delle nuove linee guida ACC-AHA per il colesterolo aumenterebbe il numero di adulti che potrebbero ricevere le statine di circa 13 milioni, soprattutto tra le persone più anziane senza malattie cardiache. Questo cambiamento mira a prevenire più efficacemente le malattie cardiovascolari, ma porta anche a un uso più diffuso delle statine.