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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/04/2014 Lettura: ~2 min

Maggiore mortalità a 30 giorni tra i pazienti con fibrillazione atriale e insufficienza cardiaca con frazione di eiezione conservata rispetto a quelli con frazione ridotta

Fonte
Am Heart J. 2014; 167(3):369-375.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha esaminato come la presenza di fibrillazione atriale, un tipo di battito cardiaco irregolare, influenzi la mortalità e la possibilità di tornare in ospedale entro 30 giorni nei pazienti con insufficienza cardiaca. I risultati aiutano a capire meglio i rischi associati a diversi tipi di insufficienza cardiaca.

Che cosa è stato studiato

I ricercatori hanno analizzato dati di oltre 66.000 pazienti con insufficienza cardiaca, ricoverati in 283 ospedali tra il 2001 e il 2006. Hanno diviso i pazienti in due gruppi in base alla frazione di eiezione (FE), che è una misura della capacità del cuore di pompare il sangue:

  • FE ridotta: cuore che pompa meno sangue del normale.
  • FE conservata: cuore che pompa una quantità normale di sangue.

Hanno poi valutato chi aveva la fibrillazione atriale (battito cardiaco irregolare) al momento del ricovero.

Risultati principali

  • Il 46% dei pazienti presentava fibrillazione atriale.
  • La fibrillazione atriale era presente nel 44% dei pazienti con FE ridotta e nel 48% di quelli con FE conservata.
  • In generale, la fibrillazione atriale è stata collegata a un leggero aumento del rischio di morte entro 30 giorni e di riammissione in ospedale.
  • Quando si è guardato ai due gruppi separatamente, la fibrillazione atriale aumentava il rischio di morte a 30 giorni solo nei pazienti con FE conservata.
  • Il rischio di tornare in ospedale entro 30 giorni non differiva tra i due gruppi.

Cosa significa

La fibrillazione atriale può essere un fattore che aumenta la mortalità a breve termine in pazienti con insufficienza cardiaca che hanno una frazione di eiezione normale (conservata). Questo non sembra valere per chi ha una frazione di eiezione ridotta.

In conclusione

La presenza di fibrillazione atriale è associata a un rischio leggermente più alto di morte entro 30 giorni nei pazienti con insufficienza cardiaca e frazione di eiezione conservata. Questo dato è importante per comprendere meglio i rischi e l'andamento della malattia in questi pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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