CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 27/04/2014 Lettura: ~2 min

Beta-bloccanti nell’infarto del miocardio con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI)

Fonte
Am J Med. 2014 Feb 18. pii: S0002-9343(14)00140-5. doi: 10.1016/j.amjmed.2014.02.009.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Claudio Ferri Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 940 Sezione: 17

Introduzione

I beta-bloccanti sono farmaci importanti nel trattamento dell'infarto del miocardio, in particolare nelle forme chiamate STEMI. È fondamentale capire come e quando assumerli per ottenere i migliori risultati e ridurre i rischi.

Che cosa sono i beta-bloccanti e il loro ruolo nell'infarto

I beta-bloccanti sono farmaci che aiutano a ridurre il lavoro del cuore e a proteggerlo durante un infarto. Le linee guida attuali consigliano di iniziare il trattamento con beta-bloccanti per via orale nelle prime fasi, soprattutto in pazienti con basso rischio di complicazioni.

Lo studio osservazionale sul loro uso

Uno studio ha analizzato 13.110 persone ricoverate per infarto del miocardio con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) tra il 2000 e il 2007. I pazienti sono stati divisi in tre gruppi secondo il momento e la modalità di somministrazione dei beta-bloccanti:

  • Gruppo 1: beta-bloccanti somministrati per via endovenosa (iniettati direttamente in vena) nelle prime 24 ore (21% dei pazienti);
  • Gruppo 2: beta-bloccanti somministrati per via orale nelle prime 24 ore (65% dei pazienti);
  • Gruppo 3: beta-bloccanti somministrati dopo le prime 24 ore (14% dei pazienti).

Risultati principali

I pazienti che hanno ricevuto beta-bloccanti per via endovenosa nelle prime 24 ore o dopo le prime 24 ore hanno mostrato una maggiore frequenza di complicazioni gravi, tra cui:

  • Shock cardiogeno (una condizione in cui il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue);
  • Tachicardia ventricolare sostenuta (battito cardiaco molto rapido e pericoloso);
  • Fibrillazione ventricolare (un ritmo cardiaco irregolare e pericoloso);
  • Insufficienza cardiaca acuta (incapacità improvvisa del cuore di funzionare bene).

In particolare, la somministrazione endovenosa precoce è stata associata a un aumento della mortalità durante il ricovero ospedaliero.

Indicazioni pratiche

Questi dati suggeriscono che, nei pazienti con infarto STEMI, la somministrazione precoce di beta-bloccanti dovrebbe essere fatta per via orale. Questo modo di assumere il farmaco è collegato a un rischio minore di complicazioni e di morte rispetto alla somministrazione endovenosa.

In conclusione

Per chi ha un infarto con sopraslivellamento del tratto ST, prendere i beta-bloccanti per via orale nelle prime 24 ore è più sicuro e associato a migliori risultati rispetto all'iniezione endovenosa o all'assunzione ritardata. Questo aiuta a ridurre le complicazioni gravi e la mortalità durante il ricovero.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Claudio Ferri

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA