Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 297 pazienti con fibrillazione atriale non valvolare. Tutti hanno eseguito due tipi di ecocardiogramma: uno transtoracico (attraverso il torace) e uno transesofageo (attraverso l'esofago) entro un anno.
Obiettivo dello studio
Si è voluto capire quali fattori fossero legati in modo indipendente alla presenza di trombi (coaguli) nell'auricola sinistra, una piccola parte del cuore dove possono formarsi coaguli pericolosi.
Risultati principali
- Il 6,4% dei pazienti (19 persone) aveva trombi nell'auricola sinistra rilevati con l'ecocardiogramma transesofageo.
- Questi pazienti avevano un punteggio CHADS2 più alto, che è un indice usato per valutare il rischio di ictus nella fibrillazione atriale.
- Mostravano un valore più alto del rapporto E/e', un parametro che riflette la pressione e la funzione del cuore durante il riempimento (fase diastolica).
- Presentavano anche una velocità e' più bassa, che indica una ridotta capacità del cuore di rilassarsi correttamente.
Significato dei parametri di funzione diastolica
Il rapporto E/e' e la velocità e' sono indicatori della funzione diastolica, cioè di come il cuore si rilassa e si riempie di sangue. Questi parametri erano legati alla presenza di trombi indipendentemente da altri fattori come:
- Il punteggio CHADS2
- La terapia con warfarin (un farmaco anticoagulante)
- La frazione di eiezione ventricolare sinistra (FEVS), che misura la capacità del cuore di pompare il sangue
- Il volume atriale sinistro indicizzato (LAVI), che indica la dimensione dell'atrio sinistro
Inoltre, questi parametri erano associati anche alla presenza di eco contrasto spontaneo, un segno ecografico che può indicare un rischio aumentato di formazione di coaguli.
In conclusione
Lo studio suggerisce che alcuni parametri che valutano come il cuore si rilassa e si riempie di sangue possono aiutare a prevedere la formazione di coaguli nell'auricola sinistra in persone con fibrillazione atriale non valvolare. Questi indicatori sono utili anche oltre i tradizionali fattori di rischio e possono contribuire a una migliore valutazione del paziente.