Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto oltre 8.500 pazienti che avevano avuto un infarto molto grave, chiamato STEMI, e che erano stati curati con una procedura chiamata PTCA primaria, che serve a riaprire le arterie bloccate del cuore.
I pazienti sono stati divisi in due gruppi:
- 6.873 persone che hanno ricevuto la terapia con beta bloccanti al momento della dimissione dall'ospedale;
- 1.637 persone che non hanno ricevuto questa terapia.
Risultati principali
Dopo circa un anno di osservazione, si sono verificati meno decessi nel gruppo che aveva assunto i beta bloccanti rispetto a chi non li aveva presi:
- 2,1% di morti nel gruppo con terapia beta bloccante;
- 3,6% di morti nel gruppo senza terapia.
Questa differenza è risultata significativa, cioè molto probabilmente non dovuta al caso.
Analisi approfondita
Un'ulteriore analisi ha confermato che la terapia con beta bloccanti riduce quasi della metà il rischio di morte. Questo beneficio è stato osservato anche in pazienti considerati a basso rischio, come quelli con una buona funzione del cuore o con problemi a una sola arteria.
Cosa significa
Il trattamento con beta bloccanti dopo un infarto grave trattato con PTCA sembra aiutare a vivere più a lungo. Questi risultati supportano le attuali indicazioni mediche che raccomandano l'uso di questi farmaci a lungo termine, indipendentemente dal livello di rischio del paziente o dal tipo di trattamento ricevuto.
In conclusione
La terapia con beta bloccanti dopo un infarto grave e il trattamento con PTCA è associata a una migliore sopravvivenza nel tempo. Questo conferma l'importanza di seguire le raccomandazioni mediche per l'uso di questi farmaci dopo l'infarto.