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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/07/2014 Lettura: ~2 min

Complicanze dell'impianto di dispositivi cardiaci in pazienti in terapia con anticoagulanti orali diretti

Fonte
Europace (2014) 16 (7): 1028-1032. doi: 10.1093/europace/eut423.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice i rischi legati all'impianto di dispositivi cardiaci in pazienti che assumono particolari farmaci anticoagulanti chiamati NAO (Nuovi Anticoagulanti Orali). Questi farmaci aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue ma possono influenzare la sicurezza dell'intervento. Vediamo insieme cosa è stato osservato in uno studio scientifico.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha analizzato 176 interventi fatti su 93 pazienti che assumevano il farmaco dabigatran e 83 pazienti che assumevano rivaroxaban. Entrambi i farmaci sono anticoagulanti orali diretti, usati per prevenire coaguli di sangue.

L'obiettivo era confrontare le complicanze emorragiche (cioè sanguinamenti) e gli eventi tromboembolici (problemi causati da coaguli) entro 30 giorni dall'intervento.

Tipi di dispositivi impiantati

La maggior parte dei pazienti ha ricevuto:

  • dispositivi ICD bicamerali o dispositivi di resincronizzazione cardiaca (71% nel gruppo dabigatran e 78% nel gruppo rivaroxaban)
  • dispositivi monocamerali (29% nel gruppo dabigatran e 22% nel gruppo rivaroxaban)

Risultati sulle complicanze

  • Nel gruppo dabigatran, 2 pazienti (2%) hanno avuto complicanze emorragiche, entrambe ematomi (raccolte di sangue sotto la pelle).
  • Nel gruppo rivaroxaban, 4 pazienti (5%) hanno avuto complicanze emorragiche: tre ematomi e un versamento pericardico (accumulo di liquido intorno al cuore).
  • Tre complicanze nel gruppo rivaroxaban hanno richiesto un intervento chirurgico, mentre nessuno nel gruppo dabigatran ha avuto bisogno di un secondo intervento.
  • Un solo caso di attacco ischemico transitorio (un episodio temporaneo di ridotto flusso di sangue al cervello) è stato osservato nel gruppo dabigatran.

Significato dei risultati

Non sono state trovate differenze significative tra i due gruppi riguardo alle complicanze, il che significa che entrambi i farmaci hanno mostrato un profilo di sicurezza simile in questo contesto.

In conclusione

Lo studio suggerisce che nei pazienti che devono ricevere un dispositivo cardiaco, l'uso di dabigatran o rivaroxaban comporta un rischio simile di sanguinamenti o altri problemi nelle settimane successive all'intervento. È importante che i medici valutino attentamente ogni caso per garantire la sicurezza del paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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