Che cosa sono gli ACE-inibitori e i sartani?
Gli ACE-inibitori e i sartani (detti anche ARB) sono due tipi di farmaci usati per proteggere il cuore e i vasi sanguigni, specialmente nelle persone con diabete mellito. Entrambi agiscono su un sistema del corpo che regola la pressione sanguigna e la funzione cardiaca, ma in modi diversi.
Lo studio e i suoi obiettivi
Ricercatori cinesi hanno analizzato molti studi clinici per capire se questi farmaci aiutano a ridurre:
- la mortalità per tutte le cause (cioè il rischio di morte per qualsiasi motivo);
- la mortalità cardiovascolare (morti causate da problemi al cuore o ai vasi sanguigni);
- gli eventi cardiovascolari maggiori (come infarto o insufficienza cardiaca).
Hanno confrontato gli effetti degli ACE-inibitori e dei sartani in pazienti con diabete, usando dati raccolti da 35 studi con migliaia di pazienti seguiti per almeno un anno.
Risultati principali
- ACE-inibitori: hanno ridotto significativamente il rischio di morte per tutte le cause del 13% e la mortalità per problemi cardiaci del 17%.
- Hanno anche diminuito del 14% il rischio di eventi cardiovascolari importanti, come:
- infarto del miocardio (attacco di cuore) del 21%,
- insufficienza cardiaca del 19%.
- Sartani (ARB): non hanno mostrato benefici significativi sulla mortalità generale o cardiovascolare, né sulla maggior parte degli eventi cardiaci.
- Unico beneficio dei sartani è stato una riduzione del rischio di insufficienza cardiaca.
- Né gli ACE-inibitori né i sartani hanno ridotto il rischio di ictus nei pazienti con diabete.
Cosa significa questo per i pazienti con diabete?
Questi risultati suggeriscono che, per i pazienti con diabete, gli ACE-inibitori possono offrire una protezione più ampia contro la morte e i problemi cardiaci rispetto ai sartani. Tuttavia, ogni trattamento deve essere deciso dal medico in base alla situazione specifica di ogni persona.
In conclusione
Gli ACE-inibitori sono farmaci che, nei pazienti con diabete, riducono il rischio di morte e di gravi problemi cardiaci. I sartani, invece, non hanno mostrato gli stessi benefici, eccetto una riduzione dell’insufficienza cardiaca. Nessuno dei due farmaci ha dimostrato di ridurre il rischio di ictus in questi pazienti.