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Articolo per pazienti Pubblicato: 01/09/2014 Lettura: ~3 min

COPPS-2: limiti dell'efficacia della colchicina nelle complicanze dopo cardiochirurgia a causa di effetti collaterali gastrointestinali

Fonte
ESC Congress 2014 Hot Line I: Cardiovascular disease: novel therapies.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 05/02/2026

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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Uno studio recente ha valutato l'uso della colchicina per prevenire complicanze comuni dopo un intervento cardiochirurgico. I risultati mostrano che, sebbene il farmaco possa ridurre alcune complicanze, gli effetti collaterali a livello dello stomaco e dell'intestino possono limitarne l'uso. È importante comprendere questi aspetti per un corretto approccio terapeutico.

Che cos'è lo studio COPPS-2

Lo studio COPPS-2 ha esaminato se la colchicina, un farmaco, può prevenire alcune complicanze dopo un intervento al cuore. Queste complicanze includono:

  • Sindrome post-pericardiotomica (PPS): infiammazione del sacco che circonda il cuore (pericardio) e/o della pleura (membrana che avvolge i polmoni), che può causare febbre e dolore.
  • Fibrillazione atriale (FA): un tipo di battito cardiaco irregolare che può comparire dopo l'intervento.
  • Versamenti pleuro-pericardici: accumulo di liquido intorno al cuore o ai polmoni.

Come è stato condotto lo studio

Lo studio ha coinvolto 360 pazienti in 11 centri in Italia. I pazienti avevano un'età media di 67 anni e la maggior parte erano uomini. Sono stati divisi in due gruppi:

  • Un gruppo ha ricevuto colchicina.
  • L'altro gruppo ha ricevuto un placebo, cioè una sostanza senza principio attivo.

La colchicina è stata somministrata da 48-72 ore prima dell'intervento e per un mese dopo. La dose variava in base al peso del paziente.

Risultati principali

  • La sindrome post-pericardiotomica si è verificata meno frequentemente nel gruppo che ha ricevuto colchicina (19,4%) rispetto al gruppo placebo (29,4%).
  • La colchicina ha anche ridotto la fibrillazione atriale e i versamenti pleuro-pericardici nei pazienti che hanno tollerato bene il farmaco.
  • Tuttavia, circa il 20% dei pazienti ha dovuto interrompere la terapia a causa di effetti collaterali gastrointestinali, come disturbi allo stomaco o all'intestino.
  • Non sono stati osservati effetti collaterali gravi.

Considerazioni sull'uso della colchicina

Rispetto a uno studio precedente (COPPS), in cui la colchicina veniva somministrata solo dopo l'intervento e non causava più effetti collaterali rispetto al placebo, in COPPS-2 l'uso pre-operatorio ha mostrato un aumento degli effetti collaterali gastrointestinali. Questo può essere dovuto alla maggiore sensibilità dei pazienti prima dell'intervento, anche per l'uso contemporaneo di altri farmaci come antibiotici e inibitori di pompa protonica.

Per questo motivo, il principale ricercatore dello studio, il Prof. Massimo Imazio, suggerisce che la colchicina dovrebbe essere usata solo in pazienti selezionati e preferibilmente nella fase subito dopo l'intervento, quando è meglio tollerata e più efficace.

Stato attuale dell'approvazione

Al momento, la colchicina non è approvata ufficialmente in Europa o Nord America per prevenire la sindrome post-pericardiotomica. Il suo uso per questa indicazione è considerato "off-label", cioè non previsto dalle autorizzazioni ufficiali. La colchicina è invece approvata per trattare altre condizioni, come la gotta e la febbre mediterranea familiare.

In conclusione

La colchicina può ridurre alcune complicanze dopo un intervento cardiochirurgico, ma il suo uso è limitato dagli effetti collaterali a livello gastrointestinale. Per questo motivo, è importante valutare con attenzione i pazienti che potrebbero beneficiarne e considerare il momento migliore per somministrarla. Al momento, il farmaco non è approvato specificamente per questa prevenzione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

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