Che cosa è stato studiato
I ricercatori hanno analizzato 1.738 pazienti di età pari o superiore a 65 anni con fibrillazione atriale (un disturbo del ritmo del cuore) e malattia coronarica (problemi alle arterie del cuore). Hanno esaminato l'uso di farmaci antiaritmici, che servono a controllare il ritmo cardiaco, e gli effetti di questi farmaci sulla salute dei pazienti.
Chi erano i pazienti
- Il 35% usava farmaci antiaritmici all'inizio dello studio.
- Il 43% erano donne.
- Il 85% erano di origine caucasica.
- Molti avevano avuto un infarto (31%) o insufficienza cardiaca (41%).
Farmaci usati
Il farmaco più comune era l'Amiodarone (usato dal 21% dei pazienti), seguito da altri farmaci chiamati di Classe III, come sotalolo e dofetilide.
Risultati principali
- L'uso di farmaci antiaritmici non ha aumentato il rischio di morte entro un anno.
- Tuttavia, questi farmaci sono stati associati a un aumento delle ricoveri ospedalieri entro un anno, sia per tutte le cause sia per problemi cardiaci.
- Questo aumento delle ospedalizzazioni non è stato osservato dopo cinque anni.
- I pazienti più anziani (oltre 75 anni) che usavano questi farmaci avevano un rischio molto alto di morte e di ricoveri entro cinque anni.
Cosa significa tutto questo
In pratica, nei pazienti anziani con fibrillazione atriale e problemi cardiaci, la terapia con farmaci antiaritmici può portare a un aumento delle ospedalizzazioni nel primo anno. A lungo termine, questi pazienti sono comunque ad alto rischio di complicazioni serie, come ricoveri frequenti e morte.
In conclusione
Nei pazienti anziani con fibrillazione atriale e malattia coronarica, i farmaci antiaritmici non sembrano aumentare il rischio di morte a breve termine, ma possono aumentare le ospedalizzazioni nel primo anno. A lungo termine, questi pazienti rimangono ad alto rischio di problemi gravi, quindi è importante che siano seguiti con attenzione.