CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 16/10/2014 Lettura: ~2 min

Extrasistoli ventricolari frequenti e ridotta funzione del ventricolo sinistro: frequenza e caratteristiche ECG

Fonte
American Journal of Cardiology. Volume 114, Issue 9, Pages 1373–1378, November 1, 2014.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha esaminato come le extrasistoli ventricolari, cioè battiti cardiaci prematuri che partono dal ventricolo, possano influenzare la funzione del cuore, in particolare del ventricolo sinistro, e la sopravvivenza delle persone.

Che cosa sono le extrasistoli ventricolari (BEV)

Le extrasistoli ventricolari sono battiti cardiaci che si verificano prima del normale ritmo e originano nel ventricolo, una delle camere principali del cuore. Possono essere rare, sporadiche o frequenti, a seconda del numero di battiti prematuri in 24 ore.

Classificazione dei pazienti nello studio

  • Rari BEV: meno di 1000 extrasistoli in 24 ore (25% dei pazienti)
  • Sporadici BEV: da 1000 a 10.000 extrasistoli in 24 ore (38% dei pazienti)
  • Frequenti BEV: più di 10.000 extrasistoli in 24 ore (37% dei pazienti)

Relazione tra extrasistoli e funzione cardiaca

La frazione di eiezione (FE) è una misura importante che indica quanto bene il ventricolo sinistro pompa il sangue. Un valore inferiore al 50% indica una funzione ridotta.

  • Il 23% dei pazienti aveva una frazione di eiezione inferiore al 50%.
  • Tra questi, solo l'8% aveva extrasistoli rare, il 20% extrasistoli sporadiche e il 36% extrasistoli frequenti.

Questo significa che più sono frequenti le extrasistoli, maggiore è la probabilità di avere una funzione cardiaca ridotta.

Extrasistoli e sopravvivenza

Lo studio ha anche mostrato che la sopravvivenza varia in base alla frequenza delle extrasistoli e ad alcune caratteristiche dell'elettrocardiogramma (ECG):

  • Una copula (intervallo tra il battito normale e l'extrasistole) uguale o superiore a 480 millisecondi è associata a una sopravvivenza più bassa rispetto a valori inferiori.
  • Una durata del QRS (una parte del tracciato ECG che riflette l'attivazione dei ventricoli) uguale o superiore a 150 millisecondi è legata a una sopravvivenza peggiore rispetto a durate più brevi.

In conclusione

Le extrasistoli ventricolari frequenti possono essere collegate a una riduzione della capacità del ventricolo sinistro di pompare il sangue e a una sopravvivenza inferiore. Alcune caratteristiche specifiche dell'ECG aiutano a identificare i pazienti con un rischio maggiore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA