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Articolo per pazienti Pubblicato: 30/10/2014 Lettura: ~2 min

Gli omega-3 non riducono le recidive di fibrillazione atriale né l'infiammazione

Fonte
J Am Coll Cardiol. 2014;64(14):1441-1448.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gemma Salerno Aggiornato il 05/02/2026

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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Gli omega-3 sono spesso considerati utili per il cuore, ma uno studio recente ha valutato se possono aiutare a prevenire la fibrillazione atriale, un tipo di aritmia cardiaca. I risultati mostrano che, in certi pazienti, gli omega-3 non sembrano ridurre il rischio di nuovi episodi né migliorare alcuni segnali di infiammazione e stress nel corpo.

Che cos'è stato studiato

Un gruppo di ricercatori ha esaminato l'effetto degli omega-3, acidi grassi presenti in alcuni alimenti e integratori, su pazienti con fibrillazione atriale parossistica o persistente, cioè un'aritmia cardiaca che si presenta a episodi o in modo continuativo.

Lo studio ha coinvolto 337 pazienti che non assumevano i farmaci antiaritmici più comuni. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto una dose elevata di omega-3 (4 grammi al giorno), l'altro un placebo, cioè una sostanza senza principio attivo. Entrambi i gruppi sono stati seguiti per circa 9 mesi.

Cosa è stato osservato

  • Il tempo trascorso prima di un nuovo episodio di fibrillazione atriale è stato simile nei due gruppi: il 64,1% dei pazienti con omega-3 e il 63,2% con placebo hanno avuto almeno un episodio.
  • Non ci sono state differenze significative nei livelli di proteina C reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP) e mieloperossidasi (MPO), due indicatori usati per misurare l'infiammazione e lo stress ossidativo nel corpo.

Cosa significa tutto questo

Gli omega-3, anche a dosi elevate, non hanno ridotto il rischio di nuove fibrillazioni atriali in questi pazienti. Inoltre, non hanno migliorato i segnali di infiammazione e stress che possono contribuire a questa condizione.

Questi risultati aiutano a capire perché gli omega-3 potrebbero non essere efficaci nel prevenire la fibrillazione atriale in persone che non assumono altri farmaci specifici per questa aritmia.

In conclusione

In sintesi, l'assunzione di omega-3 ad alte dosi non sembra ridurre le recidive di fibrillazione atriale né migliorare lo stato infiammatorio o lo stress ossidativo in pazienti con questa condizione che non usano farmaci antiaritmici convenzionali.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno

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