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Articolo per pazienti Pubblicato: 31/10/2014 Lettura: ~1 min

Lo studio PRAMI supporta la PCI preventiva nei pazienti con STEMI e coronaropatia multivasale

Fonte
G Ital Cardiol 2014;15(4):199-204.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha esaminato un trattamento specifico per chi ha un infarto cardiaco acuto con un particolare tipo di danno al cuore. I risultati mostrano che trattare non solo l'arteria responsabile dell'infarto, ma anche altre arterie con problemi, può migliorare la salute a lungo termine.

Che cosa significa STEMI e PCI

STEMI indica un tipo di infarto cardiaco acuto caratterizzato da un cambiamento specifico nell'elettrocardiogramma, che segnala un danno importante al cuore. La PCI (angioplastica coronarica percutanea) è una procedura che apre le arterie del cuore bloccate o ristrette per migliorare il flusso di sangue.

Lo studio PRAMI

Tra il 2008 e il 2013, cinque centri in Inghilterra hanno coinvolto 465 pazienti con STEMI che avevano più arterie del cuore danneggiate (coronaropatia multivasale).

I pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • Uno ha ricevuto la PCI solo sull'arteria responsabile dell'infarto (vaso colpevole).
  • L'altro ha ricevuto la PCI sia sull'arteria colpevole sia sulle altre arterie con problemi significativi (PCI preventiva).

Risultati principali

Durante un periodo medio di quasi due anni, i pazienti trattati con PCI preventiva hanno avuto meno eventi gravi rispetto a quelli trattati solo sull'arteria colpevole. In particolare, si è osservata una riduzione significativa di:

  • Morte per cause cardiache
  • Nuovi infarti non fatali
  • Angina (dolore al petto) che non migliorava con i trattamenti
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In numeri, circa 9 su 100 pazienti nel gruppo PCI preventiva hanno avuto eventi avversi, contro 23 su 100 nel gruppo con trattamento limitato al solo vaso colpevole.

Importanza dello studio

Questi risultati sono stati così chiari che lo studio è stato interrotto prima del previsto per motivi di sicurezza e efficacia, perché la PCI preventiva mostrava un beneficio evidente.

In conclusione

Per i pazienti con infarto STEMI e più arterie coronarie danneggiate, trattare con la PCI non solo l'arteria responsabile dell'infarto ma anche le altre con restringimenti significativi può ridurre il rischio di problemi cardiaci gravi in futuro.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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