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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/11/2014 Lettura: ~3 min

Un equilibrio precario

Fonte
Caso clinico tratto da materiale medico specialistico su scompenso cardiaco e gestione terapeutica in pazienti anziani con comorbidità.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Claudio Ferri Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 926 Sezione: 17

Introduzione

Questa è la storia di una donna di 82 anni con alcune malattie croniche che ha iniziato a manifestare nuovi sintomi respiratori e gonfiori alle gambe. Scopriremo insieme quali esami sono stati fatti e come i medici hanno interpretato i risultati per trovare la causa dei suoi disturbi.

Chi è la paziente e quali sono i suoi sintomi?

La paziente ha 82 anni, è una ex sarta e ha smesso di fumare. Soffre di ipertensione cardiaca (una condizione che mette sotto sforzo il cuore) e diabete di tipo 2. Prende diversi farmaci, tra cui un medicinale per la pressione (valsartan), un antiaggregante (ASA) e insulina per il diabete.

Da circa dieci giorni ha iniziato a prendere un farmaco per il dolore chiamato etoricoxib. Da una settimana ha avuto difficoltà a respirare anche a riposo, fatica a stare sdraiata (ortopnea) e gonfiore alle caviglie.

Esami e valutazioni iniziali

  • Gli esami del sangue hanno mostrato un livello alto di zucchero nel sangue (iperglicemia), una leggera anemia, valori alterati della funzione renale (creatinina e azotemia aumentate) e un abbassamento del sodio nel sangue (iponatremia).
  • L’elettrocardiogramma (ECG) ha rilevato un ritmo cardiaco regolare ma con qualche battito irregolare.
  • L’analisi del sangue per l’ossigeno (emogasanalisi) era normale.
  • All’esame fisico la paziente era un po’ agitata e sudata, con pressione arteriosa 135/60 mmHg e battito cardiaco accelerato a 117 battiti al minuto.
  • All’ascolto del torace si sentivano rumori anomali (rantoli crepitanti) in entrambe le basi polmonari.

Diagnosi e approfondimenti

I medici hanno pensato che la causa principale dei sintomi fosse uno scompenso cardiaco, cioè una difficoltà del cuore a pompare bene il sangue, probabilmente legata all’assunzione di etoricoxib, che può influenzare la funzione renale e il cuore.

Per confermare questa ipotesi sono stati fatti altri esami:

  • Gli indici di danno al cuore erano normali, ma il valore di BNP (un marker che aumenta quando il cuore è sotto stress) era molto alto.
  • La radiografia del torace ha mostrato accumulo di liquido nei polmoni (versamento pleurico) soprattutto a destra.
  • L’ecocardiogramma, un’ecografia del cuore, ha evidenziato:
    • assenza di liquido intorno al cuore;
    • leggero aumento delle dimensioni del ventricolo sinistro (la camera principale del cuore);
    • funzione diastolica alterata (cioè il cuore fatica a rilassarsi e riempirsi di sangue);
    • frazione di eiezione (misura della forza di contrazione del cuore) al limite basso della normalità (50%);
    • ingrandimento dell’atrio sinistro;
    • vena cava inferiore dilatata con scarsa variazione durante la respirazione, segno di aumento della pressione nel cuore.

Trattamento e modifiche consigliate

La paziente ha iniziato la terapia per lo scompenso cardiaco e si è aumentata gradualmente la dose di insulina per controllare meglio il diabete.

Alla dimissione, la terapia comprendeva:

  • valsartan (per la pressione),
  • ASA (per prevenire problemi cardiaci),
  • insulina aspart e insulina glargine (per il diabete),
  • digossina (per il cuore),
  • furosemide (un diuretico per eliminare i liquidi in eccesso),
  • canrenoato di potassio (per proteggere il cuore e bilanciare i sali).

Modifica della terapia con beta-bloccanti

È stato suggerito di aggiungere un farmaco chiamato beta-bloccante, che aiuta il cuore a lavorare meglio e protegge dai danni. Tra questi, è preferibile scegliere quelli che agiscono principalmente sul cuore, come il bisoprololo, perché sono più sicuri per chi ha il diabete.

Un altro beta-bloccante, il carvedilolo, sebbene efficace, non è la scelta migliore in questo caso perché può nascondere i sintomi di ipoglicemia (basso zucchero nel sangue) nei diabetici.

In conclusione

La paziente ha sviluppato uno scompenso cardiaco probabilmente legato all’assunzione di un farmaco antinfiammatorio e a una funzione renale compromessa. I sintomi respiratori e il gonfiore sono stati valutati con esami specifici che hanno confermato questa diagnosi. Il trattamento ha previsto l’adeguamento della terapia per il cuore e il diabete, con l’aggiunta di farmaci che migliorano la funzione cardiaca e aiutano a gestire i sintomi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Claudio Ferri

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