Chi è la paziente e quali sono i suoi sintomi?
La paziente ha 82 anni, è una ex sarta e ha smesso di fumare. Soffre di ipertensione cardiaca (una condizione che mette sotto sforzo il cuore) e diabete di tipo 2. Prende diversi farmaci, tra cui un medicinale per la pressione (valsartan), un antiaggregante (ASA) e insulina per il diabete.
Da circa dieci giorni ha iniziato a prendere un farmaco per il dolore chiamato etoricoxib. Da una settimana ha avuto difficoltà a respirare anche a riposo, fatica a stare sdraiata (ortopnea) e gonfiore alle caviglie.
Esami e valutazioni iniziali
- Gli esami del sangue hanno mostrato un livello alto di zucchero nel sangue (iperglicemia), una leggera anemia, valori alterati della funzione renale (creatinina e azotemia aumentate) e un abbassamento del sodio nel sangue (iponatremia).
- L’elettrocardiogramma (ECG) ha rilevato un ritmo cardiaco regolare ma con qualche battito irregolare.
- L’analisi del sangue per l’ossigeno (emogasanalisi) era normale.
- All’esame fisico la paziente era un po’ agitata e sudata, con pressione arteriosa 135/60 mmHg e battito cardiaco accelerato a 117 battiti al minuto.
- All’ascolto del torace si sentivano rumori anomali (rantoli crepitanti) in entrambe le basi polmonari.
Diagnosi e approfondimenti
I medici hanno pensato che la causa principale dei sintomi fosse uno scompenso cardiaco, cioè una difficoltà del cuore a pompare bene il sangue, probabilmente legata all’assunzione di etoricoxib, che può influenzare la funzione renale e il cuore.
Per confermare questa ipotesi sono stati fatti altri esami:
- Gli indici di danno al cuore erano normali, ma il valore di BNP (un marker che aumenta quando il cuore è sotto stress) era molto alto.
- La radiografia del torace ha mostrato accumulo di liquido nei polmoni (versamento pleurico) soprattutto a destra.
- L’ecocardiogramma, un’ecografia del cuore, ha evidenziato:
- assenza di liquido intorno al cuore;
- leggero aumento delle dimensioni del ventricolo sinistro (la camera principale del cuore);
- funzione diastolica alterata (cioè il cuore fatica a rilassarsi e riempirsi di sangue);
- frazione di eiezione (misura della forza di contrazione del cuore) al limite basso della normalità (50%);
- ingrandimento dell’atrio sinistro;
- vena cava inferiore dilatata con scarsa variazione durante la respirazione, segno di aumento della pressione nel cuore.
Trattamento e modifiche consigliate
La paziente ha iniziato la terapia per lo scompenso cardiaco e si è aumentata gradualmente la dose di insulina per controllare meglio il diabete.
Alla dimissione, la terapia comprendeva:
- valsartan (per la pressione),
- ASA (per prevenire problemi cardiaci),
- insulina aspart e insulina glargine (per il diabete),
- digossina (per il cuore),
- furosemide (un diuretico per eliminare i liquidi in eccesso),
- canrenoato di potassio (per proteggere il cuore e bilanciare i sali).
Modifica della terapia con beta-bloccanti
È stato suggerito di aggiungere un farmaco chiamato beta-bloccante, che aiuta il cuore a lavorare meglio e protegge dai danni. Tra questi, è preferibile scegliere quelli che agiscono principalmente sul cuore, come il bisoprololo, perché sono più sicuri per chi ha il diabete.
Un altro beta-bloccante, il carvedilolo, sebbene efficace, non è la scelta migliore in questo caso perché può nascondere i sintomi di ipoglicemia (basso zucchero nel sangue) nei diabetici.
In conclusione
La paziente ha sviluppato uno scompenso cardiaco probabilmente legato all’assunzione di un farmaco antinfiammatorio e a una funzione renale compromessa. I sintomi respiratori e il gonfiore sono stati valutati con esami specifici che hanno confermato questa diagnosi. Il trattamento ha previsto l’adeguamento della terapia per il cuore e il diabete, con l’aggiunta di farmaci che migliorano la funzione cardiaca e aiutano a gestire i sintomi.