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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/11/2014 Lettura: ~3 min

L’ipertrofia ventricolare sinistra all’ECG può aiutare a valutare il rischio nei pazienti con fibrillazione atriale

Fonte
Verdecchia P, Reboldi G, Di Pasquale G, Mazzotta G, Ambrosio G, Yang S, Pogue J, Wallentin L, Ezekowitz MD, Connolly SJ, Yusuf S; RE-LY Study Investigators. Prognostic usefulness of left ventricular hypertrophy by electrocardiography in patients with atrial fibrillation (from the Randomized Evaluation of Long-Term Anticoagulant Therapy Study). Am J Cardiol 2014;113:669-75

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Verdecchia Aggiornato il 05/02/2026

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Categoria: 1116 Sezione: 34

Introduzione

La fibrillazione atriale è una condizione comune che può aumentare il rischio di problemi come l’ictus. Un esame semplice e diffuso, l’elettrocardiogramma (ECG), può mostrare segni di un ingrossamento del cuore chiamato ipertrofia ventricolare sinistra (IVS). Questo testo spiega come l’ECG può aiutare a capire meglio il rischio di complicazioni nei pazienti con fibrillazione atriale.

Che cos’è l’ipertrofia ventricolare sinistra (IVS) e come si rileva all’ECG

L’ipertrofia ventricolare sinistra significa che la parete del ventricolo sinistro del cuore è più spessa del normale. Questo può succedere per vari motivi, come la pressione alta. L’elettrocardiogramma (ECG) è un esame semplice e poco costoso che registra l’attività elettrica del cuore e può mostrare segni di IVS.

All’ECG, l’IVS si manifesta con alcune caratteristiche specifiche, come:

  • un aumento dell’ampiezza dei segnali elettrici (voltaggi);
  • un prolungamento di alcune onde chiamate complessi QRS;
  • una deviazione dell’asse elettrico verso sinistra;
  • alterazioni nella fase di riposo del cuore (ripolarizzazione);
  • modifiche nei segnali provenienti dall’atrio sinistro.

Tuttavia, l’ECG non è molto sensibile, cioè può non riconoscere l’IVS in molti casi reali (tra il 3 e il 30% dei casi). D’altra parte, quando l’ECG indica IVS, è molto probabile che sia corretta (alta specificità, tra il 90 e il 100%).

Per migliorare la diagnosi, sono stati sviluppati criteri che combinano più segni, come il cosiddetto "criterio Perugia", che considera positiva l’IVS se almeno uno dei seguenti è presente: un certo valore di voltaggio in specifici elettrodi dell’ECG o segni di sovraccarico del ventricolo sinistro.

Lo studio RE-LY e l’importanza dell’IVS nei pazienti con fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale (FA) è un’aritmia molto diffusa che aumenta il rischio di ictus e altre complicazioni. Lo studio RE-LY ha confrontato due tipi di farmaci anticoagulanti in oltre 13.000 pazienti con FA non causata da problemi valvolari.

In questo studio, gli ECG di questi pazienti sono stati esaminati per cercare segni di IVS usando il criterio Perugia. I pazienti sono stati seguiti per circa 2 anni per vedere chi ha avuto eventi come ictus, infarto o morte.

Risultati principali

  • I pazienti con IVS avevano un rischio più alto di ictus cerebrale (1,99% vs 1,32% all’anno);
  • un rischio maggiore di morte per qualsiasi causa (2,26% vs 1,68% all’anno);
  • un rischio più elevato di morte per cause cardiovascolari (4,52% vs 1,80% all’anno);
  • un rischio superiore di infarto del miocardio (1,11% vs 0,55% all’anno).

Questi risultati sono stati confermati anche dopo aver considerato altri fattori di rischio noti (come il punteggio CHA2DS2VASc, il tipo di trattamento anticoagulante, il fumo e il tipo di fibrillazione atriale).

Importanza nei pazienti a basso rischio

Interessante è stato il fatto che l’IVS ha mantenuto il suo valore predittivo anche nei pazienti con un punteggio di rischio basso (CHA2DS2VASc tra 0 e 2). In questi pazienti, l’IVS ha aiutato a identificare chi aveva un rischio più alto di eventi.

Miglioramento della valutazione del rischio

L’aggiunta dell’IVS all’ECG ha migliorato la capacità di prevedere eventi rispetto all’uso del solo punteggio CHA2DS2VASc. Questo significa che l’ECG può fornire informazioni utili per una valutazione più precisa del rischio nei pazienti con FA.

Limiti e prospettive future

È importante sottolineare che tutti i pazienti dello studio erano già in trattamento anticoagulante, quindi i risultati non si applicano automaticamente a chi non assume questi farmaci. Inoltre, è ancora presto per modificare i sistemi di valutazione del rischio includendo l’IVS, ma i dati suggeriscono che questa strada merita ulteriori ricerche.

In conclusione

L’ipertrofia ventricolare sinistra, rilevata con un semplice elettrocardiogramma, può aiutare a migliorare la valutazione del rischio di ictus, infarto e morte nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare. Questo strumento, già ampiamente utilizzato, potrebbe fornire informazioni aggiuntive importanti per gestire meglio questa condizione comune e per identificare chi ha un rischio maggiore anche tra i pazienti considerati a basso rischio.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Verdecchia

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