Che cosa è stato studiato
Lo studio ha confrontato due metodi per controllare il rigurgito aortico, cioè il ritorno di sangue attraverso la valvola aortica, in pazienti che hanno ricevuto una valvola aortica con la tecnica chiamata TAVI (impianto transcatetere).
In 50 pazienti è stata fatta un'ecografia transtoracica (TTE) e una risonanza magnetica cardiaca (RMN) prima dell'intervento, e in 42 pazienti questi esami sono stati ripetuti dopo l'intervento.
Risultati prima dell'intervento
Prima dell'intervento, la gravità del rigurgito aortico valutata con l'ecografia era ben correlata con i valori misurati dalla risonanza magnetica, sia per la frazione rigurgitante (la parte di sangue che torna indietro) sia per il volume rigurgitante (la quantità di sangue).
Risultati dopo l'intervento
Dopo l'impianto della valvola, la correlazione tra i due esami è risultata più debole. In particolare, l'ecografia tendeva a sottostimare la gravità del rigurgito nel 61,9% dei pazienti, spesso di un grado.
Tra i parametri ecografici, il diametro del getto di rigurgito visto in una particolare sezione del cuore (sezione parasternale) e l'approccio multiparametrico hanno mostrato la migliore correlazione con la frazione di rigurgito misurata dalla risonanza magnetica.
Invece, la misura dell'estensione circonferenziale del rigurgito paravalvolare (cioè il rigurgito che avviene intorno alla valvola impiantata) mostrava una scarsa correlazione con i valori di rigurgito misurati dalla risonanza magnetica.
In conclusione
La risonanza magnetica cardiaca e l'ecocardiografia transtoracica sono entrambe utili per valutare il rigurgito aortico prima dell'intervento. Dopo l'impianto della valvola aortica, la risonanza magnetica fornisce una valutazione più precisa della gravità del rigurgito, mentre l'ecocardiografia tende a sottostimarla in molti casi.