Che cosa è stato studiato
Lo studio ha analizzato più di 10.000 pazienti ricoverati in ospedale con insufficienza cardiaca a frazione di eiezione preservata, cioè con una buona capacità del cuore di pompare il sangue (frazione di eiezione pari o superiore al 40%). La maggior parte di questi pazienti aveva almeno 65 anni.
Tra loro, 7.514 non avevano mai usato i calcio antagonisti prima del ricovero. Di questi, 815 hanno iniziato a prendere questi farmaci al momento della dimissione dall'ospedale.
Come è stato condotto lo studio
Per confrontare in modo corretto chi ha iniziato la terapia con calcio antagonisti e chi no, i ricercatori hanno usato un metodo chiamato "propensity score". Questo metodo aiuta a mettere a confronto gruppi di pazienti molto simili tra loro per caratteristiche come età, sesso, condizioni di salute e altre variabili.
Così è stata creata una coorte di 1.620 pazienti con caratteristiche simili, di cui circa il 65% erano donne, con un'età media di 80 anni e una frazione di eiezione media del 56%.
Risultati principali
- L'obiettivo principale dello studio era valutare la mortalità per tutte le cause e il numero di ricoveri per insufficienza cardiaca.
- Questi eventi si sono verificati in circa l'82% dei pazienti che assumevano calcio antagonisti e nell'81% di quelli che non li assumevano, una differenza molto piccola e non significativa.
- Il rischio di morte, di ricovero per insufficienza cardiaca o per qualsiasi altra causa era simile tra i due gruppi.
- Questi risultati sono stati confermati anche considerando diversi tipi di calcio antagonisti, come l'amlodipina.
Cosa significa tutto questo
In parole semplici, l'uso dei calcio antagonisti in pazienti con insufficienza cardiaca a frazione di eiezione preservata non ha mostrato un beneficio significativo nel ridurre il rischio di morte o di ricoveri ospedalieri rispetto a chi non li assumeva.
In conclusione
Questo studio suggerisce che, in pazienti anziani con insufficienza cardiaca a frazione di eiezione preservata, i calcio antagonisti non modificano in modo importante il rischio di morte o di ospedalizzazione. Quindi, il loro uso dovrebbe essere valutato attentamente insieme al medico, considerando ogni singola situazione.