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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/12/2014 Lettura: ~2 min

Studio EARLY-BAMI: valutare l’efficacia dei beta bloccanti prima dell’angioplastica nell’infarto

Fonte
Am Heart J 2014;168(5):661-6.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Contini Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 940 Sezione: 17

Introduzione

È in corso uno studio importante che vuole capire se somministrare un farmaco chiamato beta bloccante per via endovenosa prima di un’angioplastica può aiutare chi ha un infarto. Questo studio coinvolge diversi ospedali e mira a migliorare le cure per chi ha un infarto acuto.

Che cosa si vuole studiare

Il nuovo studio EARLY-BAMI cerca di capire se dare un beta bloccante per via endovenosa prima di un intervento chiamato PTCA primaria (un tipo di angioplastica per aprire le arterie del cuore) può ridurre i danni al muscolo cardiaco causati dall’infarto.

Perché è importante

Già si sa che i beta bloccanti, se usati durante un infarto, possono:

  • Ridurre il rischio di morte
  • Prevenire aritmie pericolose (battiti cardiaci irregolari)
  • Limitare i cambiamenti negativi nel cuore dopo l’infarto

Quello che non è chiaro è se somministrarli presto e per via endovenosa, cioè direttamente nel sangue prima dell’angioplastica, possa ridurre l’area di danno al cuore (chiamata area di necrosi).

Come è organizzato lo studio

Lo studio coinvolgerà 408 pazienti con infarto di tipo STEMI, che saranno sottoposti a PTCA primaria.

I pazienti saranno divisi in modo casuale in due gruppi:

  • Uno riceverà un beta bloccante chiamato metoprololo, 5 mg per via endovenosa, due volte al giorno
  • L’altro riceverà un placebo, cioè una soluzione senza principio attivo

Il trattamento inizierà il prima possibile dopo la diagnosi di infarto.

Dopo l’angioplastica, tutti i pazienti riceveranno le cure standard previste dalle linee guida, compreso il possibile uso di beta bloccanti.

Obiettivo principale dello studio

Il risultato più importante che i ricercatori vogliono misurare è la dimensione dell’area di necrosi, cioè la parte del cuore danneggiata dall’infarto.

Questa verrà valutata con una tecnica chiamata risonanza magnetica nucleare a 30 giorni dall’infarto.

Caratteristiche dello studio

  • Multicentrico: coinvolge diversi ospedali in più paesi
  • Doppio cieco: né i pazienti né i medici sanno chi riceve il farmaco vero o il placebo
  • Randomizzato: la divisione dei pazienti nei gruppi è casuale

In conclusione

Lo studio EARLY-BAMI vuole capire se somministrare un beta bloccante per via endovenosa prima dell’angioplastica può ridurre i danni al cuore in caso di infarto. I risultati potranno aiutare a migliorare le cure e la prognosi per chi soffre di questa grave condizione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Contini

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