Che cosa si vuole studiare
Il nuovo studio EARLY-BAMI cerca di capire se dare un beta bloccante per via endovenosa prima di un intervento chiamato PTCA primaria (un tipo di angioplastica per aprire le arterie del cuore) può ridurre i danni al muscolo cardiaco causati dall’infarto.
Perché è importante
Già si sa che i beta bloccanti, se usati durante un infarto, possono:
- Ridurre il rischio di morte
- Prevenire aritmie pericolose (battiti cardiaci irregolari)
- Limitare i cambiamenti negativi nel cuore dopo l’infarto
Quello che non è chiaro è se somministrarli presto e per via endovenosa, cioè direttamente nel sangue prima dell’angioplastica, possa ridurre l’area di danno al cuore (chiamata area di necrosi).
Come è organizzato lo studio
Lo studio coinvolgerà 408 pazienti con infarto di tipo STEMI, che saranno sottoposti a PTCA primaria.
I pazienti saranno divisi in modo casuale in due gruppi:
- Uno riceverà un beta bloccante chiamato metoprololo, 5 mg per via endovenosa, due volte al giorno
- L’altro riceverà un placebo, cioè una soluzione senza principio attivo
Il trattamento inizierà il prima possibile dopo la diagnosi di infarto.
Dopo l’angioplastica, tutti i pazienti riceveranno le cure standard previste dalle linee guida, compreso il possibile uso di beta bloccanti.
Obiettivo principale dello studio
Il risultato più importante che i ricercatori vogliono misurare è la dimensione dell’area di necrosi, cioè la parte del cuore danneggiata dall’infarto.
Questa verrà valutata con una tecnica chiamata risonanza magnetica nucleare a 30 giorni dall’infarto.
Caratteristiche dello studio
- Multicentrico: coinvolge diversi ospedali in più paesi
- Doppio cieco: né i pazienti né i medici sanno chi riceve il farmaco vero o il placebo
- Randomizzato: la divisione dei pazienti nei gruppi è casuale
In conclusione
Lo studio EARLY-BAMI vuole capire se somministrare un beta bloccante per via endovenosa prima dell’angioplastica può ridurre i danni al cuore in caso di infarto. I risultati potranno aiutare a migliorare le cure e la prognosi per chi soffre di questa grave condizione.