Che cosa significa "fibrillazione atriale non valvolare"?
La fibrillazione atriale (FA) si definisce "non valvolare" quando non è associata a problemi gravi delle valvole cardiache, come una stenosi mitralica importante o la presenza di protesi valvolari meccaniche. Queste condizioni, infatti, aumentano il rischio di formazione di coaguli nel cuore e richiedono un trattamento anticoagulante specifico.
Nei pazienti con FA non valvolare, la necessità di usare anticoagulanti dipende dal rischio individuale di eventi come l’ictus, valutato con strumenti specifici come il punteggio CHADS2.
Nuovi anticoagulanti orali (NAO) e valvulopatie
I nuovi anticoagulanti orali, come Dabigatran, Rivaroxaban, Apixaban ed Edoxaban, sono stati studiati in grandi ricerche per prevenire ictus ed embolie in pazienti con FA non valvolare. Questi studi hanno dimostrato che i NAO sono almeno altrettanto efficaci e sicuri rispetto al farmaco tradizionale Warfarin.
Tuttavia, nelle ricerche sono stati esclusi pazienti con stenosi mitralica grave o con protesi valvolari meccaniche, quindi non ci sono dati certi su questi gruppi.
Valvulopatie presenti negli studi
Nei pazienti inclusi negli studi, molte persone avevano malattie valvolari lievi o moderate, soprattutto insufficienza della valvola mitrale (quando la valvola non si chiude bene). Altre valvulopatie, come problemi alla valvola aortica, erano meno frequenti.
Questi pazienti con valvulopatie avevano generalmente un rischio più alto di ictus, sanguinamenti e altre complicazioni, ma i nuovi anticoagulanti hanno mostrato un’efficacia e una sicurezza simili sia in chi aveva valvulopatie sia in chi non le aveva.
Un’attenzione particolare va posta al rischio di sanguinamenti maggiori con Rivaroxaban nei pazienti con valvulopatie, che può essere leggermente più alto rispetto a chi non ha problemi valvolari.
Vantaggi dei nuovi anticoagulanti nelle valvulopatie
- Riduzione del rischio di ictus e embolie anche in presenza di diverse malattie valvolari;
- Meno interazioni con cibi e altri farmaci rispetto al Warfarin;
- Facilità d’uso prima e dopo interventi chirurgici;
- Minore rischio di emorragie cerebrali, che sono complicanze gravi.
In conclusione
I nuovi anticoagulanti orali sono sicuri ed efficaci per la maggior parte dei pazienti con fibrillazione atriale e valvulopatie lievi o moderate, escluse le stenosi mitraliche gravi e le protesi valvolari meccaniche, per le quali non ci sono ancora dati sufficienti. In casi particolari, come la presenza di protesi valvolari biologiche o interventi di riparazione valvolare, è importante valutare con il medico il rapporto tra benefici e rischi. Infine, non sono ancora disponibili informazioni sull’uso di questi farmaci in alcune procedure cardiologiche innovative come la TAVI o il Mitral Clip.