Che cosa fa LCZ696
LCZ696 agisce su due fronti principali nel cuore:
- Blocca il recettore dell'angiotensina II, una sostanza che può causare danni e irrigidimento al cuore.
- Aumenta i peptidi natriuretici, sostanze che aiutano a rilassare i vasi sanguigni e a ridurre la pressione, bloccandone la distruzione da parte di un enzima chiamato neprilisina.
Effetti sul cuore dopo un infarto
Dopo un infarto, il cuore può subire cambiamenti chiamati rimodellamento ventricolare, che includono:
- Ingrandimento e irrigidimento del ventricolo sinistro (la parte principale del cuore che pompa il sangue).
- Aumento della cicatrizzazione (fibrosi) e dello spessore del muscolo cardiaco (ipertrofia).
Questi cambiamenti possono peggiorare la funzione del cuore.
Lo studio sugli effetti di LCZ696
In uno studio su ratti con infarto sperimentale, dopo una settimana dall’evento, gli animali sono stati trattati per 4 settimane con LCZ696 o con un altro farmaco di controllo.
I risultati hanno mostrato che i ratti trattati con LCZ696 avevano:
- Un diametro del ventricolo sinistro più piccolo, segno di minor ingrandimento.
- Una migliore capacità di pompare il sangue, misurata con la frazione di eiezione più alta.
- Una migliore elasticità e movimento del muscolo cardiaco.
- Un peso del cuore inferiore e meno fibrosi, sia vicino all’area dell’infarto che nelle zone lontane.
Come agisce LCZ696 a livello cellulare
LCZ696 è formato da due componenti:
- LBQ657, che inibisce la neprilisina e aiuta a ridurre l’ipertrofia (ispessimento) del muscolo cardiaco, ma non la fibrosi.
- Valsartan, che blocca il recettore dell’angiotensina e riduce sia l’ipertrofia sia la fibrosi.
Quando questi due componenti sono usati insieme, l’effetto protettivo sul cuore è maggiore e può annullare completamente gli effetti dannosi dell’angiotensina II.
In conclusione
LCZ696 aiuta a proteggere il cuore dopo un infarto riducendo i cambiamenti negativi come l’ingrandimento e la cicatrizzazione del muscolo cardiaco. Questo migliora la funzione del cuore e può contribuire a una migliore guarigione dopo l’infarto.