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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/02/2015 Lettura: ~2 min

Parametri dell'ECG che possono prevedere la fibrillazione ventricolare durante l'angioplastica

Fonte
AJC, 15 febbraio 2015, Volume 115, Numero 4, pagine 417–422.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha esaminato quali caratteristiche cliniche e dell'elettrocardiogramma (ECG) possono aiutare a prevedere un problema cardiaco grave chiamato fibrillazione ventricolare (FV) durante il trattamento di un infarto. Capire questi segnali può aiutare i medici a gestire meglio i pazienti durante l'intervento.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha coinvolto 3.724 pazienti con un tipo di infarto chiamato STEMI, trattati con un intervento chiamato angioplastica coronarica per ripristinare il flusso di sangue al cuore. Tra questi, 71 pazienti (circa il 2%) hanno sviluppato fibrillazione ventricolare durante il momento in cui il sangue tornava a scorrere nel cuore (riperfusione).

Fattori associati alla fibrillazione ventricolare

Analizzando i dati, sono emersi alcuni fattori collegati a un rischio maggiore di fibrillazione ventricolare durante la riperfusione:

  • Storia di infarto miocardico precedente
  • Uso di aspirina e di farmaci chiamati beta-bloccanti
  • Fibrillazione ventricolare già presente prima dell'angioplastica
  • Presenza di malattia nelle arterie coronarie
  • Infarto localizzato nella parte inferiore del cuore
  • Tempo breve tra l'inizio dei sintomi e l'intervento (meno di 6 ore)
  • Elevata alterazione del tratto ST nell'ECG, sia in una singola derivazione (oltre 300 millivolt) sia sommando tutte le derivazioni (oltre 1500 millivolt)

Il fattore più importante

Dopo aver considerato tutti questi fattori insieme, è risultato che la somma delle deviazioni del tratto ST in tutte le derivazioni dell'ECG superiore a 1500 millivolt era il predittore più forte e indipendente di fibrillazione ventricolare durante la riperfusione. Questo significa che un'alterazione molto marcata dell'ECG prima dell'intervento indica un rischio più alto di questo problema.

Risultati e impatto sulla mortalità

La mortalità durante il ricovero ospedaliero era più alta nei pazienti che avevano avuto fibrillazione ventricolare (18,3%) rispetto a quelli che non l'avevano avuta (3,3%). Tuttavia, la comparsa di fibrillazione ventricolare da sola non è risultata un fattore indipendente per prevedere la morte in ospedale, probabilmente perché altri fattori influenzano il rischio complessivo.

In conclusione

In sintesi, un'alterazione significativa dell'ECG, misurata come somma delle deviazioni del tratto ST, può aiutare a identificare i pazienti con infarto che hanno un rischio maggiore di sviluppare fibrillazione ventricolare durante l'angioplastica. Questo dato può essere utile per i medici nel monitorare e gestire meglio questi casi durante il trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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