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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/02/2015 Lettura: ~2 min

Terapie prescritte nella fibrillazione atriale parossistica: differenze tra anticoagulanti e antiaggreganti

Fonte
Am J Med. 2014. pii: S0002-9343(14)01217-0.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La fibrillazione atriale è una condizione che può aumentare il rischio di ictus. È importante che i pazienti ricevano la terapia più adatta per ridurre questo rischio. Qui spieghiamo come, nella pratica clinica, vengano spesso scelte terapie diverse per i pazienti con fibrillazione atriale parossistica rispetto ad altri tipi, e cosa significa questo per la loro cura.

Che cos'è la fibrillazione atriale parossistica e il rischio di ictus

La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo del cuore che può aumentare il rischio di formazione di coaguli nel sangue, portando a un ictus. Esistono diversi tipi di FA, tra cui la FA parossistica (episodi che si risolvono spontaneamente) e la FA persistente (episodi più lunghi o che richiedono trattamento per fermarsi).

Le linee guida mediche raccomandano di usare la terapia anticoagulante orale per ridurre il rischio di ictus in pazienti con FA e un rischio moderato o alto, indipendentemente dal tipo di FA.

Cosa hanno studiato i ricercatori

Un gruppo di ricercatori dell'Università della California ha analizzato i dati di oltre 71.000 pazienti con FA e rischio medio-alto di ictus (valutato con un punteggio chiamato CHADS2 ≥ 2), seguiti in ambulatorio tra il 2008 e il 2012.

Lo scopo era capire se i pazienti con FA parossistica ricevessero la terapia anticoagulante orale con la stessa frequenza di quelli con FA persistente.

Risultati principali

  • La maggior parte dei pazienti (78,4%) aveva FA parossistica.
  • Tra i pazienti con FA parossistica, solo il 50,3% riceveva la terapia anticoagulante orale, mentre tra quelli con FA persistente la percentuale era più alta: 64,2%.
  • I pazienti con FA parossistica ricevevano più spesso una terapia antiaggregante (farmaci che aiutano a prevenire l'aggregazione delle piastrine nel sangue), nel 35,1% dei casi, rispetto al 25% dei pazienti con FA persistente.
  • Inoltre, una parte dei pazienti con FA parossistica (14,6%) non riceveva alcuna terapia, rispetto al 10,8% di quelli con FA persistente.

Cosa significa tutto questo

Nonostante le raccomandazioni, i pazienti con FA parossistica spesso non ricevono la terapia anticoagulante più indicata per il loro rischio di ictus. Al contrario, viene loro prescritta più frequentemente una terapia antiaggregante o nessun trattamento.

Questo può essere dovuto a una percezione errata del rischio legato alla FA parossistica, che in realtà è simile a quello della FA persistente.

In conclusione

La fibrillazione atriale parossistica comporta un rischio di ictus simile a quello della fibrillazione atriale persistente. Tuttavia, nella pratica clinica, i pazienti con FA parossistica ricevono meno spesso la terapia anticoagulante orale raccomandata e più spesso una terapia antiaggregante o nessun trattamento. È importante riconoscere che la scelta della terapia deve basarsi sul rischio individuale di ictus, indipendentemente dal tipo di fibrillazione atriale.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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