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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/03/2015 Lettura: ~2 min

Fibrillazione atriale a basso rischio: ASA, warfarin o nulla?

Fonte
J Am Coll Cardiol. first online 11 March 2015 doi:10.1016/j.jacc.2015.01.044.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La fibrillazione atriale è una condizione che può aumentare il rischio di ictus. Quando il rischio è basso, non è chiaro quale sia il trattamento migliore per prevenire problemi. Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha confrontato diversi trattamenti in pazienti con fibrillazione atriale a basso rischio.

Che cosa significa fibrillazione atriale a basso rischio

La fibrillazione atriale è un'irregolarità del battito cardiaco che può aumentare il rischio di ictus. Per valutare questo rischio si usa un punteggio chiamato CHA2DS2-VASc, che considera vari fattori come età, pressione alta, diabete e altri. Un punteggio basso (0 o 1) indica un rischio ridotto di ictus.

Lo studio e i pazienti coinvolti

Lo studio ha analizzato 39.400 pazienti con fibrillazione atriale non legata a problemi alle valvole del cuore e con punteggio CHA2DS2-VASc basso (0 o 1). I pazienti sono stati divisi in tre gruppi:

  • 23.572 pazienti senza alcun trattamento anticoagulante o antiaggregante;
  • 5.353 pazienti trattati con aspirina (ASA), un farmaco che aiuta a prevenire la formazione di coaguli nel sangue;
  • 10.475 pazienti trattati con warfarin, un farmaco anticoagulante più potente.

Risultati principali

Nei pazienti a basso rischio senza trattamento, il tasso di ictus era molto basso, circa 0,49 eventi ogni 100 persone all’anno per gli uomini con punteggio 0 e le donne con punteggio 1. Questo valore è rimasto simile anche nel tempo.

Il rischio di sanguinamento, un possibile effetto collaterale dei farmaci, era di circa 1,08 eventi ogni 100 persone all’anno nei pazienti non trattati.

Effetto di un ulteriore fattore di rischio

Quando i pazienti avevano un solo fattore in più (CHA2DS2-VASc = 1 per gli uomini o 2 per le donne), il rischio di ictus aumentava a 1,55 eventi ogni 100 persone all’anno, cioè più di tre volte rispetto a chi non aveva fattori aggiuntivi.

In questi casi, anche il rischio di sanguinamento aumentava di oltre due volte, e il rischio di morte era circa tre volte più alto dopo un anno.

In conclusione

Nei pazienti con fibrillazione atriale a basso rischio, il rischio di ictus è molto basso senza trattamento. Aggiungere un solo fattore di rischio aumenta significativamente sia il rischio di ictus sia quello di sanguinamento e mortalità. Questi dati aiutano a capire meglio quando è necessario un trattamento e quando si può valutare di non usarlo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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