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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/04/2015 Lettura: ~2 min

Trattamento dell’insufficienza renale acuta dopo intervento di cardiochirurgia: il ruolo del fenoldopam

Fonte
G Ital Cardiol 2015;16(3):129-133.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha valutato se un farmaco chiamato fenoldopam possa aiutare i pazienti con insufficienza renale acuta dopo un intervento al cuore. L'obiettivo era capire se il fenoldopam potesse ridurre la necessità di trattamenti per supportare i reni e migliorare la sopravvivenza, confrontandolo con un trattamento placebo.

Che cos'è l'insufficienza renale acuta post cardiochirurgia?

L'insufficienza renale acuta è una condizione in cui i reni smettono improvvisamente di funzionare bene. Dopo un intervento al cuore, alcuni pazienti possono sviluppare questa difficoltà, che può richiedere terapie specifiche per aiutare i reni.

Lo studio sul fenoldopam

Un gruppo di ricercatori in Italia ha condotto uno studio tra il 2008 e il 2013 in 19 reparti di terapia intensiva cardiologica. Hanno coinvolto 667 pazienti che avevano appena subito un intervento al cuore e avevano sviluppato insufficienza renale acuta precoce, cioè con un aumento significativo di una sostanza chiamata creatinina nel sangue o con una riduzione della quantità di urina prodotta per almeno 6 ore.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale e senza che né loro né i medici sapessero chi riceveva il fenoldopam o un placebo (una sostanza senza effetto). Il trattamento è durato 4 giorni con una dose controllata di fenoldopam o placebo.

Obiettivi dello studio

  • Verificare se il fenoldopam riduce la necessità di terapia sostitutiva renale, cioè trattamenti che aiutano i reni quando non funzionano più.
  • Valutare la mortalità dei pazienti in terapia intensiva e dopo 30 giorni.
  • Controllare la comparsa di ipotensione, cioè una pressione sanguigna troppo bassa, durante il trattamento.

Risultati principali

  • Circa il 20% dei pazienti trattati con fenoldopam e il 18% di quelli con placebo hanno avuto bisogno della terapia sostitutiva renale. La differenza non è risultata significativa.
  • La mortalità a 30 giorni è stata simile nei due gruppi: 23% nel gruppo fenoldopam e 22% nel gruppo placebo.
  • Il fenoldopam è stato associato a un aumento significativo dell’ipotensione: il 26% dei pazienti trattati con fenoldopam ha avuto pressione bassa, rispetto al 15% nel gruppo placebo.

Interruzione dello studio

Lo studio è stato interrotto prima del previsto perché i risultati preliminari hanno mostrato che il fenoldopam non offriva benefici rispetto al placebo per gli obiettivi principali.

In conclusione

Nei pazienti con insufficienza renale acuta dopo intervento al cuore, il fenoldopam non ha ridotto la necessità di trattamenti per i reni né ha migliorato la sopravvivenza a 30 giorni. Inoltre, il suo uso è stato collegato a un aumento della pressione bassa durante il trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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