Che cosa sono gli stent medicati?
Gli stent medicati sono piccoli tubi inseriti nelle arterie del cuore per mantenerle aperte dopo un intervento chiamato angioplastica percutanea. Questi stent rilasciano medicine che aiutano a prevenire la chiusura dell'arteria.
Obiettivo dello studio
Lo studio ha confrontato due tipi di stent medicati di nuova generazione:
- Resolute zotarolimus-eluting stent (R-ZES), che rilascia il farmaco zotarolimus;
- Everolimus-eluting stent (EES), che rilascia il farmaco everolimus.
L'obiettivo era valutare la sicurezza e l’efficacia di questi due stent nei pazienti sottoposti a intervento coronarico percutaneo.
Come è stato condotto lo studio
È stata fatta una ricerca accurata di studi pubblicati fino a settembre 2014. Sono stati selezionati cinque studi che hanno coinvolto in totale 9.899 pazienti. I risultati di questi studi sono stati analizzati insieme (metanalisi) per confrontare gli esiti clinici tra i pazienti trattati con R-ZES e quelli con EES.
Risultati principali
Gli aspetti valutati erano:
- Rivascolarizzazione: necessità di trattare di nuovo l’arteria interessata;
- Trombosi dello stent: formazione di coaguli nel punto dove è stato inserito lo stent, che può causare problemi seri;
- Morte cardiaca e infarto miocardico legato al vaso trattato.
I risultati hanno mostrato che i due tipi di stent hanno rischi simili per tutti questi aspetti:
- Rivascolarizzazione: nessuna differenza significativa tra R-ZES e EES;
- Trombosi dello stent certa o probabile: simile tra i due stent, anche per la trombosi molto tardiva;
- Morte cardiaca e infarto correlati al vaso trattato: rischi comparabili.
Inoltre, non sono state trovate differenze importanti tra i vari studi analizzati, il che conferma la solidità dei risultati.
In conclusione
Gli stent medicati Resolute zotarolimus e Everolimus mostrano una sicurezza e un’efficacia simili nei pazienti che si sottopongono a intervento coronarico percutaneo. Questo significa che entrambi i tipi di stent sono valide opzioni per mantenere aperte le arterie del cuore dopo l’intervento.